sabato 26 giugno 2010

favole.......gioia


E' quella bambina, che urla.
Quella principessina con le ali da fata
e la coroncina di plastica in testa.
Urla di terrore, lei si.Lei può.
Guarda uno specchio è grida
tutto il male che sente....
Soffocata, muore tra le sue stesse urla.


No.Questa solitudine è reale perchè...giusta?
Cristo...E pensare che...vorrei solo scappare.
Ma è il mio coraggio maledetto e perverso a tenermi qui
a guardar in silenzio
quella bambina
morire
soffocata
dalle mie stesse mani...
dalle sue stesse urla.

Domani....
Hai ragione, ma anche le favole servono alla nostra vita così carica di preoccupazioni e di dolori. Tu hai sofferto molto e cerchi di fuggire, sottrendoti al bene degli altri, per paura di esser ferita di nuovo. È per questo motivo che non riesci ad amare nessuno e il tuo cuore è di ghiaccio.
Perciò provi amarezza, noia, delusione, angoscia. È necessario scavare nel profondo di noi stessi perché c'è qualcosa di sepolto nel nostro inconscio che ci rende la vita difficile. Se riesci a esprimerlo ti salverai, altrimenti ti distruggerà.
C'è una carta dell'anima in cui sono segnate le baie della saggezza, il mare dell'abbondanza, l'oceano della pace, i deserti aridi. E poi valli e praterie sconfinate, simboli di libertà. Anche nel tuo animo ci sono regioni splendide: devi imparare ad esplorarle e a tralasciare quelle desolate.
Devi imparare a scalare le montagne, a sopravvivere al deserto della disperazione, a visitare le isole della gioia dove ti lascerai andare al flusso delle idee, dimenticando dubbi e paure. Sarà un'avventura, un viaggio meraviglioso chiamato vita.
Devi nutrirti di speranza come gli alberi che danno sempre i loro frutti nonostante il variare delle stagioni.
Un giorno ti condurrò in mezzo al bosco, ti immergerai nel cuore della natura e ascolterai la voce della tua anima. Camminerai sotto la pioggia e il sole sorridendo alle nuvole che vagano libere e, osservando il cielo, contemplerai l'infinito.

me....gioia


Silenzio. Dopo mille parole, ora, silenzio.
Come suona strano. Che strano rumore produce...
Ricorda l'appassire dei fiori, lo spegnersi lento di una candela, l'addormentarsi di un sogno.
Nessuno potrà dire che non ci avrei creduto. Nessuno potrebbe accusarmi di non essermi impegnata. Eppure...
Qui. In questa stanza, tra fiumi fatti di bianco e rosso, come sempre o di più, si risveglia lo sconforto. Culla dolcemente ogni emozione.
Mi viene da chiedermi se non sia colpa di ciò che sono. Mi viene da chiedermi se non sarebbe potuta andare diversamente. Mi viene da chiedermi...perchè.
L'unica cosa che odio, è lo spreco della bellezza. Questa bellezza. Questa, è andata sprecata. Proprio questa che mi era tanto cara. Rovinata. Deturbata da mani di bambini.
Domande, domande, domande, mentre il tempo continua a passare ed io dico a me stessa che da ora, si da adesso non lo permetterò più. Per alcuni è inconcepibile, un obiettivo atroce oltre che sbagliato. Per alcuni è una ricerca impossibile, che porta alla rovina. Per altri, l'unico modo per quelli come me, come te, come noi, di sopravvivere.
Confesso di detestare questo sfogo infantile che ho deciso di concedermi. Lo fermerei, se pensassi che fosse giusto. Ma non credo lo sia. Sono anche questo. Sono anche sfoghi. Non solo forza e costanza.
E solo chi mi conosce davvero, sa che sono anche questo. E solo chi davvero mi conosce, alla lunga merita il mio sconforto. Solo chi davvero mi ha vista piangere e urlare per un dolore che nessuno può capire, alla fine, merita la mia lontananza, la mia rassegnazione, la fine di me.
Mi viene da chiedermi tante cose. E quanto disprezzo metto in ogni domanda che pongo a me stessa.
Si, adesso si. Adesso mi odio. Tanto.
Domani, capirò.
Ora voglio solo un silenzio opprimente e pareti bianche. Gelosamente custodisco quel male che mi vive dentro. Gelosamente dico a me stessa "sola, molto meglio".
Dai diamanti, non nasce niente. Dal letame nascono i fiori.
Ottimo allora. Sono sulla buonissima strada.

racconto........gioia


" Ero io. Ero nebbia, opaca, incorporea, fluttuante sui tasti d'avorio di quello strumento. Si, strumento perchè mezzo di espressione, di ogni piega incandescente che la mia anima prendeva.
Le mie mani, volavano come farfalle, così fragili ed esili, battendo a ritmo su quelle parole difficili da capire, per molti...Parole, senza lettere, cariche di tutti i significati conosciuti. Senza confini, parole senza barriere, perchè slegate ,dal linguaggio.
Ed io. Io avevo avuto il dono di saperle usare. Io, sapevo farle scivolare via, pulite e intatte, da me. Senza macchia, senza corruzioni, nascevano da quegli arti che erano i miei, che conoscevo come tali, specchio di una malattia che mi avrebbe uccisa. Erano rami secchi e pallidi, di un albero troppo giovane, cui l'inverno aveva strappato via la vita ed il calore.

Mi nutrivo delle emozioni che la mia musica evocava. Il mio sangue, erano quelle note. I miei respiri, scanditi dalle pause tra una battuta e l'altra.
Ero io. Ero fragile. Ero condannata. Ma non era più tempo di paura, per me. Non temevo più l'inevitabile. Ero immersa in una quiete rassegnata, fredda, tagliata via. E quella musica...sapeva consolarmi anche laddove non ce n'era più bisogno.

Alcuni l'avrebbero chiamata "follia", ribattezzando con quel meschino nome, i miei sentimenti, i miei coscienti vaneggiamenti. E sebbene non facessi alcunchè per impedire loro di credere ciò che volevano, dentro quel cuore che ancora indugiava in lenti battiti, sentivo una pena, un rammarico.Sentivo un rimorso. Mi prendeva la gola, me la chiudeva in un nodo che poteva sciogliersi solo in lacrime.

Avrei voluto essere più banale, di quanto in effetti non fossi. Avrei voluto essere come le persone che osservavo. Come le protagoniste di certi libri che avevo letto, negli interminabili pomeriggi che passavo in compagnia di un fuoco spento, mentre il gelo mi entrava nelle ossa rendendole rigide, quasi di ghiaccio...ed a volte, temevo che solo alzandomi in piedi, le avrei mandate in frantumi, insieme alla mia scarsa capacità di movimento.
Avrei voluto chiamare le cose con nomi comuni, senza mai lettere maiuscole all'inizio. Avrei voluto accontentarmi di conoscere anche le ridicolaggini, in grado di riempire tante vite...non la mia. Se solo la mia mente me l'avesse concesso...

A volte, tra una sonata e l'altra, permettevo ad un silenzio un po' opprimente, di fluttuare pesantemente, sul mio corpo, giù, fino al mio cuore. Quelle volte, mi affacciavo alla finestra e guardavo fuori. Guardavo il mondo, continuare a muoversi tutto intorno a me...così meravigliosamente frenetico e...vivo.
Allora, mi sentivo morire davvero. Avvertivo quella schiacciante diversità, che mi allontanava da ogni cosa vivente. Il mio cuore, batteva. Eppure, chi avrebbe potuto mai dire, che fossi ancora in vita? No. Mi aveva abbandonato molto tempo prima. Ed io, altro non facevo che ammirarla con i miei occhi vuoti e spenti, fino a che, finalmente, non sarei stata libera anch'io. Libera di tornare a sentire. Libera dalla neve, dal gelo, dall'immobilità in cui ero stata rinchiusa...troppo giovane.

Ero io. Ero bianca. Ero in attesa, di ricominciare a vivere."


Dal diario di Elisabeth Harden
Memorie

TORNERO'........GIOIA



Il destino è come un carro in movimento al quale siamo attaccati fin dalla nascita. La meta di questo viaggio non può essere modificata, ciò che si può scegliere è il nostro modo di procedere: se cioè camminare a testa alta o lasciarsi trascinare piagnucolando nella polvere. Ricorderai questi occhi ovunque tu sarai, occhi sinceri... e guardandoti allo specchio starai male xché saprai che quei due bellissimi occhi ora stanno piangendo a causa tua..IO

ANCORA....GIOIA

Chiarore perduto, Tormentato da sogni irrequieti Affoga pazienza e ragione. Le annega senza emozione alcuna. Dolcezza, rinnegata, mutilata Da falci e grano, come rasoio dorato. A che serve? A quale scopo, permetterselo? Ci saranno altri vuoti. Altri salti in un buio Di cui ormai conosci il terrore… …Che ogni notte, alla ricerca disperata del sonno amico, senti penetrarti fino all’anima sol per renderla ancor di più ciò che già è. All’inizio fu inquietudine. Ti permise, quel nome, di rifugiarti dietro una scusa comune… e quanto le avevi odiate, prima! Poi, flagello. Fu la purificazione, forse, oggetto del tuo desiderio assetato di una pace che non concepivi ancora. Ora… Ora sono io, a chiedere alla Notte Cosa sarà. Mi concedo addirittura … “Rimane” … Una forse Sciocca Preghiera.

ALMENO TU NELL'UNIVERSO

Si può definire il destino come una forma archetipa che s’impone ad ogni essere al momento della sua nascita. Sono i Ventiquattro Vegliardi a decidere tale forma. I Ventiquattro Vegliardi, che la Cabala situa della sefirah Binah, rappresentano la più alta giurisdizione. Sono loro che emanano i decreti riguardanti le forme del destino; le forme fisiche che noi vediamo sulla Terra sono il lontano riflesso delle forme decretate in alto. Una di queste forme archetipe è proiettata nella donna che porta in sé un bambino, ed è a partire da quella forma che la futura mamma lavorerà. Una volta decretata la forma, nulla la può più cambiare: essa discende nella materia per realizzarsi. Non serve a niente andare poi a consultare degli astrologi per poter prendere delle precauzioni e sfuggire alle prove e alle difficoltà; tutto è previsto affinché “ciò che è scritto si compia”.
L’unico modo per accordarsi con i Signori dei destini, è accettare i loro decreti con umiltà e amore, sapendo che sono giusti. Perciò, la cosa più saggia è considerare le difficoltà e le prove di questa esistenza come problemi da risolvere, sapendo che esse rappresentano per ciascuno il mezzo migliore per evolvere.

☆ Pierdavide Carone ☆ - ஐ Di Notte ஐ *Con Testo*

"Studiate la vostra camminata in modo da migliorarla se fosse necessario. Sforzatevi di camminare con scioltezza, con leggerezza e con la testa diritta. Camminare curvi è una pessima abitudine, come pure battere fortemente il tallone ad ogni passo: la persona che cammina così ignora che sta violentando il proprio cervello, poiché ogni scossone si ripercuote sia sul cervello che su tutto il sistema nervoso e, dopo qualche anno, nel suo modo di pensare e di agire, quella persona manifesterà grossolanità e violenza.
Se vi sentite stanchi dopo una mezz’ora o un’ora di cammino, significa che non sapete nemmeno camminare. Quando si sa adottare un ritmo corretto, camminare dà energia, e anche se in partenza si era stanchi, si sentono man mano ritornare le forze. Esiste un ritmo di marcia che ciascuno deve cercare di acquisire e che non stanca. Quando, camminando, sentite che le forze incominciano a circolare in voi, significa che avete trovato il giusto ritmo."

IO VAGABONDO

Immaginate di avere due boccette piene di profumo: in quanto recipienti, le boccette sono separate, ma i profumi che ne fuoriescono vanno a mescolarsi fra di loro, in alto. Perché vi presento questa immagine? Perché gli esseri umani sono paragonabili a dei flaconi di profumo: i loro corpi sono separati, ma con i loro pensieri, con i loro sentimenti, essi possono incontrare altri esseri umani ed anche entità del mondo invisibile, nell'universo intero. Solamente, ecco: non si incontra così chi si vuole, ciascuno può raggiungere, nel mondo visibile e invisibile, solo le anime e gli spiriti che corrispondono a quello che lui stesso è, poiché si tratta semplicemente di un fenomeno di risonanza. E se volete comprendere bene la ragione d'essere della preghiera, della meditazione e di tutti gli esercizi spirituali, ricordate che essi ci servono ad elevarci interiormente, ed elevandoci, per affinità, incontriamo nello spazio delle creature sempre più luminose e pure."

PER LEI

Dal regno minerale al regno umano e oltre, attraverso le gerarchie angeliche fino al trono di Dio, la vita si manifesta con un'intensità e una finezza crescenti. Ciò che differenzia le diverse regioni dell'universo e le creature che le popolano, è l'intensità delle vibrazioni che animano le particelle del loro essere. Ecco perché si può dire che la misura dell'evoluzione di un essere è l'intensità della sua vita. Poiché gli uomini non hanno compreso tale verità, vivono al rallentatore: i loro polmoni, il loro fegato, il loro cuore, il loro cervello, tutto in loro è stagnante ecco perché sono sempre esposti a sofferenze fisiche e psichiche. Colui che vive al rallentatore è come una ruota che gira lentamente: tutto il fango le si incolla. Fatela ruotare rapidamente e il fango verrà rimosso."

Per ora per un pò

"Gli esseri umani provano tanto di quel piacere a constatare i lati cattivi degli altri, a commentarli e a cercare di punirli, che immaginano che il Signore faccia lo stesso. Perché attribuiscono al Signore le loro tendenze malsane? Dio non osserva i nostri errori. Ci sono spettacoli migliori e più belli da guardare. Direte: "Ma Dio punisce gli esseri umani proprio perché vede i loro peccati». No, non è Dio che li punisce quando commettono degli errori, ma sono loro stessi che, con quegli errori, producono disordine nel loro intelletto, nel loro cuore, nella loro anima; in seguito quei disordini avranno una ripercussione negativa su tutta la loro esistenza. È proprio quella la "punizione": la conseguenza di una causa, una causa cattiva, perniciosa, che hanno costruito da soli

Coccinella

Ogni giorno il sole sorge vivo e vibrante, per inviare nello spazio tesori di luce, di calore e di vita. Ma, anche fra voi, vi sono alcuni che guardandolo restano ancora là, insensibili, come se ci fosse uno schermo fra il sole e loro. Ed è vero che c'è uno schermo a causa della vita che hanno vissuto il giorno prima... o i giorni precedenti. Non sospettavano che le loro azioni, i loro pensieri e i loro sentimenti avrebbero influenzato il loro stato di coscienza nel momento in cui essi si sarebbero trovati davanti al sole. Non si sono sorvegliati, ed ecco perché dinanzi al sole rimangono inerti, non sentono nulla.
Se ogni giorno vi avvicinate al sole dopo esservi preparati interiormente, capirete che esso è un mondo sfolgorante dove abitano le entità più evolute, e che voi potete, grazie a lui, trovare la soluzione a tutti i vostri problemi. Sì, perché il sole, oltre a donarvi il suo calore e la sua luce, può fare questo: aprire la vostra intelligenza e il vostro cuore."

Destinazione paradiso

"Vivere la vita spirituale non significa fuggire la società. Lo spiritualista può vivere nella società; deve anzi vivere nella società rimanendo però legato alla luce e alla saggezza, per essere sempre all’altezza della situazione, perché se si arrende, se fallisce dal punto di vista spirituale, non solo perde la forza, l’equilibrio, l’autorità, ma per gli altri non è più nemmeno degno di attenzione. Direte. «Ma vivere in mezzo a persone che non hanno le nostre stesse aspirazioni, che non la pensano come noi, è tanto difficile!» Sì, è difficile, ma non ci sono altre soluzioni. Dovete frequentare gli uomini, dovete amarli, dovete lavorare assieme a loro, ma sempre conservando il vostro alto ideale, la vostra filosofia divina. Proprio in quel momento, infatti, voi siete un centro, una sorgente, un giardino, un frutteto; non solo siete forniti di tutto ciò di cui avete bisogno, ma possedete anche i mezzi per aiutare gli altri attorno a voi."

Renato Zero - I migliori anni della nostra vita

"Ogni giorno dobbiamo lottare contro le nostre tenebre e le nostre pesantezze. Sì, bisogna lottare tutti i giorni. «Ma per quanto tempo?» chiederete voi. Finché l'uomo continuerà ad incarnarsi sulla terra dovrà prendersi un corpo, e il corpo per sua natura è pesante e grossolano, non può sfuggire alla presa della materia. Soltanto quando riuscirà a tagliare definitivamente i legami con la terra, alla fine della sua evoluzione, l'uomo potrà sfuggire all'oppressione e all'oscurità. Ma finchè è sulla terra, non potrà sfuggirvi, non si faccia illusioni. L'unica differenza è che il vero spiritualista, che è cosciente e lotta, si aggrappa al Signore, alla luce, all'amore, alla speranza e alla fede. Egli prega, medita e interiormente arriva sempre più spesso a liberarsi dalla pesantezza.

Elisa - Eppure Sentire (Un Senso di Te)

Ogni giorno dobbiamo lottare contro le nostre tenebre e le nostre pesantezze. Sì, bisogna lottare tutti i giorni. «Ma per quanto tempo?» chiederete voi. Finché l'uomo continuerà ad incarnarsi sulla terra dovrà prendersi un corpo, e il corpo per sua natura è pesante e grossolano, non può sfuggire alla presa della materia. Soltanto quando riuscirà a tagliare definitivamente i legami con la terra, alla fine della sua evoluzione, l'uomo potrà sfuggire all'oppressione e all'oscurità. Ma finchè è sulla terra, non potrà sfuggirvi, non si faccia illusioni. L'unica differenza è che il vero spiritualista, che è cosciente e lotta, si aggrappa al Signore, alla luce, all'amore, alla speranza e alla fede. Egli prega, medita e interiormente arriva sempre più spesso a liberarsi dalla pesantezza.

APRILA BIAGIO ANTONACCI

"Ai giorni nostri, l’occultismo è di moda: sempre più persone cercano i segreti che permetteranno loro di diventare dei maghi potenti. Pensano di trovare tali segreti nei rituali, nei talismani, nelle formule magiche e, senza conoscere niente della realtà del mondo invisibile, si lanciano nell’invocazione di spiriti. Poveri infelici! Ciò che questi individui troveranno sarà lo squilibrio psico-fisico, poiché non saranno gli spiriti luminosi a rispondere alle loro invocazioni, ma le entità dei livelli più bassi che ne approfitteranno per depredarli. Sì, ecco la verità, l’implacabile verità. E perché? Perché per attirare gli spiriti luminosi, c’è un solo metodo: progredire ogni giorno di più nella vita spirituale. Le entità celesti danno il loro aiuto e le loro benedizioni agli uomini, in proporzione a quello che gli uomini stessi sono capaci di realizzare. Le altre entità, certamente, potrebbero finire per concedere quello che si chiede loro, ma che dovrà essere pagato a caro prezzo.

senza fiato.wmv

"Esiste una legge per cui, quando si fa un vuoto in un luogo dello spazio, qualcosa viene immediatamente a colmarlo. Questa legge fisica si applica anche alla vita psichica, cioè quando si dà, si riceve. Quando avete vuotato i vostri serbatoi interiori, perché avete dato il vostro amore ed i vostri buoni pensieri a tutte le creature, qualcosa arriva immediatamente dall'alto per riempirvi.
Perciò amate e sarete amati. Date e vi sarà dato. Date anche quello che vi manca ed otterrete. Desiderate essere illuminati e non sapete come attirare a voi la luce ? È molto semplice : incominciate con l'illuminare chi è meno illuminato di voi e riceverete luce, perché in questo caso un altro essere, che possiede più luce di voi, verrà a darvi la sua luminosità."

l'emozione non ha voce

Molta gente pretende che non ci si può pronunciare con certezza sul valore delle persone e delle cose. Eppure ci sono dei criteri. Quali? Qualcuno vi presenta un pane dicendovi: "È eccellente, ti darà forza". Lo prendete, lo mangiate e poi avete una colica: questo significa che quel pane è cattivo, ne avete la prova e non dovete più continuare a mangiarlo. Qualcun altro vi porta un altro pane e, dopo averlo assaggiato, vi sentite fortificato. Questo prova che il suo pane era buono. La stessa cosa vale in tutti i campi. Qualcuno vi espone una filosofia, dicendovi che è la migliore, che dovete adottarla... ebbene, fate una piccola verifica. Se cominciate a vedere più chiaro, se sentite più amore, più slancio, più ispirazione nel cuore, se la vostra volontà diventa più forte per lavorare e risolvere tutti i problemi, allora potete accettarla. Anche se fosse un mendicante o un bandito ad averla presentata, è eccellente, ne avete la prova."

a

Sai che c’è? che oggi ti senti a pezzi, e domani pure, c’è che la vita ti tiene stretta la gola e non ti fa respirare, c’è che tutti i tuo...