Una compagnia di ricci,
in una fredda giornata d'inverno,
si strinsero vicini,
per proteggersi,
col calore reciproco,
dal rimanere assiderati.
Ben presto, però, sentirono le spine reciproche;
il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro.
Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme,
si ripeté quell'altro malanno;
di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali,
finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca,
che rappresentava per loro la migliore posizione”.
A. Schopenhauer
Esiste un istinto che avvicina le persone
ma non sempre il calore che le unisce può essere condiviso.
Sfumature caratteriali non affini rendono la vicinanza angosciante.
E allora ci si allontana…ci si sposta un po’...
dove indipendenza e affetto
trovano la giusta dimensione...gioia

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