giovedì 28 ottobre 2010

RESTARE.........GIOIA






Fiducia e tradimento sono le due facce della stessa medaglia. La fiducia reciproca, è la base di qualsiasi rapporto, siaesso d'amicizia o d'amore. Si parla di tradimento quando una delle parti rompe questo patto. In quanto alle aspettative, non dovrebbero essercene, se tra i due vi è sempre dialogo, e se tu sai esattamente cosa fa piacere o male all'altro/a.
Si tratta solamente di rispettare un codice tra persone responsabili..."Io non ti faccio questo perchè so che ti fa male...." e viceversa. Ci si prende cura uno dell'altro, perchè ci si vuole bene….se però scattano dinamiche di insoddisfazione, di controllo, di competizione, ecco che uno dei due tradisce e molte volte non è esclusivamente con il sesso, ma in mille altri modi….
.. Sentirsi traditi e provare delusione èpraticamente impossibile che non accada. Sicuramente è uno dei momenti più terribili e non stò parlando di gelosia o di sospetti, ma di quel momento in cui, come un fulmine a ciel sereno, si abbatte su di noi la visione che non è più la/o stessa/o, è in quel momento che le amicizie/amori perdonodi credibilità, ed ecco, che puntuali come orologi arrivano,sensi di colpa (l’avrò trascuratao/a??) che si mescolano a desideri di vendetta, senso d’inadeguatezza che si alternano alla fortissima voglia di sentirsi, confrontarsi... confusione, panico…un caos e turbinio di sentimenti…..
ma quando decidiamo di volere bene a qualcuno o di amare qualcuno è come se facessimo una sorta di investimento… decidiamo dunque di applicarci anima e corpo e investire sulla persona che riteniamo giusta, o forse degna,del sentimento che stiamo provando.
... mi rendo conto che a volte...
SONO AGGRESSIVA COME UN ANIMALE.......!!!!!!!!!!

gioia e.........


Una dolcissima ragazza, dai lunghi capelli neri e gli occhi verdi.
Era una di quelle fatte più di sorrisi e sguardi che di parole.
Aveva sempre avuto una certa paura del mondo, nonostante il suo vivere, la portasse a contatto con universi paralleli ai suoi… ma quando poteva… restava intere giornate nella sua casa dalla pareti colorate; restava lì e silenziosamente cercava di allontanare dalla sua mente le voci, i rumori di quel mondo che tanto la spaventava. Viveva tranquilla nel suo universo isolato, fatto di sogni fantastici, e di musica.
Le piaceva conoscere persone irreali, viaggiare in terre lontane, correre via senza dover temere nulla.
Pensava che non ci fosse niente di meglio di quel mondo bellissimo che solo lei conosceva, e che soltanto lei poteva accedervi.
Chiusa nella sua casa dimenticò quello che di reale la circondava, le persone e le cose che le erano accanto.
Voleva vivere piena d'amore in un posto dove non avrebbe dovuto piangere, dove non avrebbe sofferto, dove non sarebbe stata costretta ad affrontare quei problemi che la realtà le presentava davanti.
In quel luogo sapeva che sarebbe sempre stata felice e che niente avrebbe rovinato quella perfetta armonia che lei stessa aveva creato.
Eppure non poteva sapere, che quel mondo incantato non sarebbe durato a lungo, che quella casa meravigliosa che la proteggeva sarebbe crollato sotto il peso delle verità che aveva nascosto al suo animo.
E quando la catastrofe avvenne, quando fu troppo tardi per rimediare e rimettere insieme quei sogni che tanto aveva faticato per costruire, si rese conto che oramai erano andati perduti.
E trovandosi davanti alla dura realtà, capì che forse aveva vissuto troppo tempo cercando di evitarla, di cancellarla, che ora non era capace di combatterla.
In quel momento, i suoi sogni caddero a terra spezzandosi in mille pezzi.
Si dice che di quei sogni, nessuno ne seppe più niente, forse sono ancora sotto i nostri piedi e non possiamo vederli.
….Della dolcissima ragazza si sa soltanto che in questo mondo che tanto odiava, lasciò soltanto piccoli frammenti di speranze che aveva perduto durante il viaggio.

nero e bianco....gioia



In un tempo che non fu, in quanto esso è perennemente l'essere, che sfugge spesso alla nostra miope percezione che distratta, inquinata, dal nostro comune vivere ci rende avidi ci fa passare dal bianco al nero e viceversa senza mezzi termini. Come lupi famelici che in branco affamato si lanciano sulla preda e con fredda determinazione ne pregiudicano il destino. Angeli bianchi, angeli neri, difficili identificarli ma sono angeli, maestri dell'oblio passione, e la venerazione dell'anima è il loro ardore. L'angelo bianco è l'immenso non ha riserve, è lì come la luce che lo irradia ha sempre la stessa intensità. Non si lascia adepta, non ti tradisce mai, tu solo puoi farlo, cade e ricade per amore e per dedizione ma, mai egli potrà vestirsi di nero all'improvviso, incrociarlo è ciò che l'inconscio ci spinge continuamente e strenuamente a codificarlo per tale al punto che abbagliandoci gli occhi dell'anima confondiamo il nero angelo con il bianco angelo sol perché hanno lo stesso sapore, uguali melodie suonano le loro dolci parole, uguali il battito delle loro ali, sono angeli. Quello nero ama se stesso più di ogni altra cosa, egli aggrada finché ciò che ti aggrada è poesia del suo imperfetto essere, sa amare con oblio quanto suo fratello bianco, ma per appagar solo il suo avido bisogno di essere amato, e mai si farà carico nel perseguirlo e nel raccoglierne il frutto. Sempre pronto a spiccare il volo ma solo lui lo sa . Ma l'angelo bianco è potente e maestoso si fa vittima inconsapevole sulla pietra sacrificale dell'amore e dei momenti di magica passione si immola senza falsi pudori e false conseguenze liete ne raccolgono i frutti sa che ora e solo ora vedrà tingersi di nero o di bianco quelle ali che sentono ormai sue, ma la verità è adesso. Ora saprà sì, quelle ali sono nere; dei due angeli l'uno si dissolve scappando da se stesso, l'altro con fierezza e gocce di cristalline lacrime ritrae quel frutto che pur candido del suo magico momento sarà la forza e la certezza che forse quelle ali nere possano man mano tingersi dai toni più sfocati a quelli più accesi di un bianco avvolgente che possa trasformare un angelo nero in uno bianco. Quindi noi branco di famelici lupi, abbandoniamo l'istinto e quella determinazione che non lasciano scampo alla preda che presa dal panico e dal terrore non saprà mai correggere quel fatale attimo di debolezza o presunzione invitiamolo ad abbandonare la fitta buia boscaglia e dirigersi verso quel prato verde è fiorito che ben conosce e dove il tepore e la luce possano sbiadirgli gradatamente quel nero profondo in uno sgargiante bianco, affinché quell'angelo bianco possa risentirsi se stesso perché tale era e tale è.

gioia


Come puoi pensare, credere, di vestirti di nuovi abiti e tornare tra fiori e prati che tu stessa hai seminato. Con leggiadra passione hai coltivato tepore e caldi colori nel loro apparire dolce erano l'invito, e l'abbandono, mentre il loro profumo inebriava l'essenza e la reciproca virtù. Tanti erano uccelli canterini che voli alterni, brio e melodioso coro tingevano ancor più quel prato dolce di nettare emozioni che ancor percorrono la mente e l'anima. Ora restano i colori e le note ma desolazione e silenzio regnano, e in altri lidi richiamati, uccelli canterini. Solo i più belli, e da te eletti, a conoscer verità ed eventi solo a loro hai giurato linfa esclusiva, e il liberar da mille spine cerchi il tuo cuore. Perché! Perché! perdere il senso di se, il regale cospetto, la forza e la decisione di imprimere comunque sia, gocce di vita, che di se..

a

Sai che c’è? che oggi ti senti a pezzi, e domani pure, c’è che la vita ti tiene stretta la gola e non ti fa respirare, c’è che tutti i tuo...