lunedì 24 gennaio 2011

......................................GIOIA





La strada proseguiva insidiosa, inerpicandosi lungo il versante più ripido del Monte. La meta era ormai poche centinaia di metri più sopra, ma a questo punto sembrava davvero impossibile da raggiungere. Le rocce franavano ogni volta che l'impavido scalatore poggiava la mano o il piede sulla fredda parete e per ogni metro che egli faceva scivolava indietro di almeno la metà.
Eppure era quella la strada da seguire. Il nostro amico, infatti, non vedeva altre vie dinanzi a sé

potrei.........raccontarti..di gioia





potrei raccontarti...di quante volte dietro a quella finestra il tempo pesava per una tua visita promessa e il letto pronto mi accoglieva per consolarmi, potrei raccontarti...di quanto volte ho finto di credere alle tue bugie sorridendoti per non farti capire, potrei raccontarti ...di quante volte hai fatto l'amore con me senza di me e il complimento del primo venuto consolava la mia voglia di femmina, potrei raccontarti...di quante volte le tue offese mi hanno ferito il cuore, e sparivo dentro la mia anima per non sentire, potrei raccontarti...di quanto amore sei stato nel dolore che mi hai donato, potrei...adesso che potrei, adesso che tu vuoi, chiudo la porta e felice rido...ma piano, per non farti ascoltare quel nulla che oggi tu sei

il peso delle parole di gioia


"(...) l'uomo non si converte con le parole e l'amore." (Paolo Curtaz, Cristo Zero, Edizioni San Paolo, pag. 156)

Le parole sono come gocce d'acqua in fiume: qualcuno riesce a separarle, ad estrarle dal flusso e ad estraniarle dal loro contesto? Cosa sono una singola parola detta, una frase pronunciata con le migliori intenzioni, una volta estrapolate dal loro contesto? Aria. Brezza leggera o vento impetuoso, ma sempre momenti, singoli istanti che passano via come un profumo che ci sfiora la pelle e magari raggiunge pure le narici. Ci deliziano, ci emozionano, ma superato il momento rischiano di finire in quel pozzo profondo che è il nostro cestino mentale: il luogo dove risiedono tutti quegli istanti di vita che abbiamo, più o meno intenzionalmente, gettato nel dimenticatoio.
L'Uomo non è un credulone, ma è anche debole per natura. Quante persone rifiutano i genitori che li hanno curati con l'amore più sincero quando erano bambini, che li hanno traghettati con attenzione nel mondo degli adulti, senza far mancare loro nulla di indispensabile? Quante ancora voltano le spalle ad un amore profondo o ad un'amicizia sincera per inseguire i mulini a vento che affollano il loro cervello fantasioso? Ma quanti uomini, per fortuna, sbattono il naso contro qualche muro e comprendono di aver seguito un vicolo cieco, una direzione sbagliata?
L'Uomo ha un dannato bisogno di esperienza, per crescere. Esperienza diretta ma soprattutto indiretta, tramandata ma non per questo inutile o meno vera. L'uomo deve vedere nei fatti ciò di cui sente parlare. L'Uomo non sente un pericolo, finché non lo vive almeno in terza persona. Ed è in questo senso che non smettiamo mai di imparare, che anche a cent'anni possiamo essere dei ragazzini. Le esperienze sono ogni giorno diverse e sempre nuove, se sappiamo vivere con attenzione.
A noi spetta il compito più difficile: tramutare in lezione di vita tutte situazioni vissute più o meno direttamente ma con tanta partecipazione interiore.
Impareremo mai a farlo?

il corpo...di...gioia


Tema difficile e quanto mai scottante, quello del nudo. Esso infatti, maschile o femminile che sia, è sempre stato (credo) il tema più dibattuto (o quasi) della storia.
Il corpo, in senso materiale, è il primo mezzo di comunicazione che abbiamo con coloro che ci stanno intorno. Prima della parola, infatti, prima ancora di uno sguardo, c'è il nostro corpo, le sue "forme", le sue movenze. Pensiamo solo a quante volte diciamo una cosa con le parole e ne facciamo intendere un'altra con il corpo, a quante volte ancora e sempre, purtroppo, l'abito continua a fare il monaco (sigh!!!), a tutte le persone (troppe...) che giudicano una persona sulla base delle apparenze esteriori.
Con il corpo noi possiamo far sapere agli altri molto più di quanto immaginiamo. Un medico attento e scrupoloso, ma soprattutto esperto, ad esempio, inizia la visita già al momento del primo sguardo al paziente, senza ancora "mettergli le mani addosso".
Scendendo in profondità, ma restando sempre nella pura espressione esteriore (ma non per questo superficiale), si tolgono i vestiti per conoscere l'intimità "apparente" di una persona (augurandosi che non sia solo quella che vediamo con gli occhi!). Dal punto di vista medico ma non solo, il vestito può coprire molte patologie o semplici imperfezioni, che diversamente non sarebbero visibili. La visione di un corpo nudo fa entrare maggiormente in contatto l'osservatore con l'osservato. Alternativamente, un bel vestito, come un bel trucco, può esaltare quelle che sono le caratteristiche pregiate del fortunato portatore.
Procedendo poi sempre più in profondità nel significato del nudo, si arriva al messaggio forte che esso trasmette: le emozioni che suscita nell'osservatore. E qui entriamo nella sfera prettamente artistica. L'arte, infatti, è soprattutto comunicazione, e cosa può comunicare più del corpo umano (maschile o femminile che sia)? Ci sono nudi d'autore stupendi, nella storia dell'arte di ogni tempo, che ti entrano dentro fino a colpirti nel profondo, come un pugno sulla carne viva. Come possiamo dire che stimolino il desiderio di violenza o che peggio siano lesivi dell'immagine di un certo genere. Posso dire che il nudo femminile è certamente più sensuale ed artistico di quello maschile (ma per una pura questione estetica), ma non che mi susciti desideri violenti o che la donna ne venga in qualche modo macchiata nella sua dignità, anzi! Io penso che la donna sia la più bella creatura esistente sulla terra e che solo un folle potrebbe macchiare con la violenza una così bella immagine.
Concludendo, quindi, non è il nudo in sé ad essere disonorante e disonorevole per chi ne è l'attore o l'artefice, ma l'dea distorta e corrotta di colui che lo guarda

a

Sai che c’è? che oggi ti senti a pezzi, e domani pure, c’è che la vita ti tiene stretta la gola e non ti fa respirare, c’è che tutti i tuo...