All'Affetto.
Cos'è l'affetto? Cosa significa voler bene?
Essere disposti a perdere qualcosa, per lui/lei?
Essere in grado di soffrire con lui, sorridere quando sorride, arrabbiarsi quando lui si arrabbia?
Vuol dire...dare sicurezza? Mettere in grado di dire "...mi fido di te."?
Vuol dire solo notare i piccoli segnali che manda?
O emozionarsi per una canzone, un disegno, un'idea, che è nata da lui?
Alla mancanza di Affetto.
Cos'è la mancanza? Cosa significa sentirla?
Significa solo avere gli occhi aperti. Perchè nessuno sarà mai in grado di vedere, fino in fondo, ciò che tu disperatamente tenti di mostrare.
E chi lo vedrà, non lo comprenderà e lo lascerà lì dove tu l'hai creato.
Siamo nati diversi. Tutti, diversi.
E c'è chi ha la forza di accettare questa differenza, ed imparare ad amarla.
C'è chi nemmeno la nota.
C'è chi la odia.
C'è chi ne soffre.
I drammi, vanno affrontati da soli. Drammi.Personali.
Perchè se provi a mostrarli, anche solo in un barlume, non avrai altro che delusioni.
Il peso della solitudine. Varrà a renderti più forte. Varrà a farti crescere senza illusioni.
Vivi il tuo dramma da sola. Nessuno può aiutarti. Non per meschino vittimismo. No. Chi ha un minimo di intelligenza capirà che questo, non è certo modo di cercare attenzioni.
Nessuno può aiutarti perchè siamo tutti troppo concentrati su noi stessi, per accorgerci del male di chi ci sta attorno
mercoledì 30 giugno 2010
Muoio Un Po'..Stadio
Non essere come si vuole, cioè vivere il teatro ad ogni fittizio battito o respiro.
L'autenticità. Si perde ad ogni lacrima che si versa nel cammino verso... la maturità?
Ed usiamo le vite degli altri, per spiegare le nostre.
Artisti, Poeti, Scrittori. Sono archetipi, esempi, su cui plasmare l'ignoto d'una vita mai vissuta.
Certo, si. Farebbe troppa fatica ricrearla da capo senza condizionamenti e catene.
No, e perchè mai?
GLI ARTISTI. Loro usano le bugie per dire la verità. O siamo NOI ad usare loro come nostre menzogne preconfezionate?
L'autenticità. Si perde ad ogni lacrima che si versa nel cammino verso... la maturità?
Ed usiamo le vite degli altri, per spiegare le nostre.
Artisti, Poeti, Scrittori. Sono archetipi, esempi, su cui plasmare l'ignoto d'una vita mai vissuta.
Certo, si. Farebbe troppa fatica ricrearla da capo senza condizionamenti e catene.
No, e perchè mai?
GLI ARTISTI. Loro usano le bugie per dire la verità. O siamo NOI ad usare loro come nostre menzogne preconfezionate?
Quando Finisce Un Amore(Riccardo Cocciante)
Sopra la Morale.
Alla ricerca del gradino sopra la Perfezione.
L'Orrore, L'Eccesso.
Chissà cosa cercheranno quelli dopo di noi.
Per il loro bene, non posso che sperare che questo sia un cerchio.
Alla ricerca del gradino sopra la Perfezione.
L'Orrore, L'Eccesso.
Chissà cosa cercheranno quelli dopo di noi.
Per il loro bene, non posso che sperare che questo sia un cerchio.
Io Ho Te...Audio 2
C'è una "me" che vive nel silenzio e nel buio.
Alberga, in serena apatia. Distacco, atarassia.
Impossibile raggiungerla e toccarla.
Ella sceglie. Sceglie da sola, a chi concedere una lacrima o un sorriso.
Non si nasconde e non trema. Non ha paura.
Le sue parole, sono sussurri che si perdono dentro i respiri del mondo.
I suoi sguardi sanno di tempo. Odorano di anni, di secoli, di millenni.
Non vede le cose del mondo, come noi.
Ella le osserva con gli occhi d'un bambino, cui per la primissima volta si mostra l'infinità del mare.
Ne sa rimanere sconvolta. Ne sa morire, dell'emozione omicida in grado di distruggerla, con un granello in più.
Ella è il riflesso di lacrime, che come bagliori sotto luci soffuse, scivolano nel buio, tracciandosi una via muta ma sconvolgente.
Le sue mani, non hanno conosciuto carezze che non siano le proprie.
E di quelle si nutrirono fino ad assimilarne l'essenza, e non necessitarne più.
In fondo, sono solo parole...si?
Alberga, in serena apatia. Distacco, atarassia.
Impossibile raggiungerla e toccarla.
Ella sceglie. Sceglie da sola, a chi concedere una lacrima o un sorriso.
Non si nasconde e non trema. Non ha paura.
Le sue parole, sono sussurri che si perdono dentro i respiri del mondo.
I suoi sguardi sanno di tempo. Odorano di anni, di secoli, di millenni.
Non vede le cose del mondo, come noi.
Ella le osserva con gli occhi d'un bambino, cui per la primissima volta si mostra l'infinità del mare.
Ne sa rimanere sconvolta. Ne sa morire, dell'emozione omicida in grado di distruggerla, con un granello in più.
Ella è il riflesso di lacrime, che come bagliori sotto luci soffuse, scivolano nel buio, tracciandosi una via muta ma sconvolgente.
Le sue mani, non hanno conosciuto carezze che non siano le proprie.
E di quelle si nutrirono fino ad assimilarne l'essenza, e non necessitarne più.
In fondo, sono solo parole...si?
martedì 29 giugno 2010
Medley..
Ci sono sere dove le emozioni sono come acqua per assetati ..
. Ci sono sere che non c'e' bisogno di parole
perchè certi silenzi se li ascolti ti parlano d' amore ...
Ci sono sere che quando nel buoi ti arrivano
certi pensieri sono una carezza al cuore ...
Ci sono sere che valgono un amore ... Ci sono sere
che le distanze i problemi i dolori ti scivolano addosso
perchè senti il suo abbraccio le tue gambe
incrociate alle sue ... Ci sono sere che tieni
stretto un cellulare con la speranza vana che si illumini ...
Ci sono sere che ti addormenti con un pensiero che ti
accompagnerà nel viaggio del tuo sogno
per ritrovarlo al mattino insieme al tuo sorriso ...
Ci sono sere che rimarranno nostre per sempre!!!!
E' facile sai far vivere un sogno
basta chiudere gli occhi
e lasciarsi accarezzare
dalla melodia di mille emozioni...
come un caldo soffio di vento
che ti avvolge con delicatezza...
Anche se sei delusa continua a sognare
non privarti di questo...
Ama la vita.
vai avanti anche se è difficile,
ma sogna sempre!
Quando alzi gli occhi al cielo,ricordati
di essere fiera di quello sguardo
che può vedere quello
che non sanno neppure immaginare!
. Ci sono sere che non c'e' bisogno di parole
perchè certi silenzi se li ascolti ti parlano d' amore ...
Ci sono sere che quando nel buoi ti arrivano
certi pensieri sono una carezza al cuore ...
Ci sono sere che valgono un amore ... Ci sono sere
che le distanze i problemi i dolori ti scivolano addosso
perchè senti il suo abbraccio le tue gambe
incrociate alle sue ... Ci sono sere che tieni
stretto un cellulare con la speranza vana che si illumini ...
Ci sono sere che ti addormenti con un pensiero che ti
accompagnerà nel viaggio del tuo sogno
per ritrovarlo al mattino insieme al tuo sorriso ...
Ci sono sere che rimarranno nostre per sempre!!!!
E' facile sai far vivere un sogno
basta chiudere gli occhi
e lasciarsi accarezzare
dalla melodia di mille emozioni...
come un caldo soffio di vento
che ti avvolge con delicatezza...
Anche se sei delusa continua a sognare
non privarti di questo...
Ama la vita.
vai avanti anche se è difficile,
ma sogna sempre!
Quando alzi gli occhi al cielo,ricordati
di essere fiera di quello sguardo
che può vedere quello
che non sanno neppure immaginare!
poi.......gioia
ADDIO PIETRO!!!!!
Ciò che noi chiamiamo vita è semplicemente l'alternarsi della vita e della morte. Quando ci svegliamo al mattino, sul piano fisico nasciamo, ma moriamo sul piano astrale; la sera, quando ci addormentiamo, moriamo sul piano fisico, ma nasciamo sul piano astrale. Allo stesso modo, quando un essere umano viene sulla terra, nasce qui, ma muore nell'altro mondo; qui è accolto con esclamazioni di gioia e musica, ma dall'altra parte si segue il suo funerale. Al contrario, quando un uomo muore qui, lo si accompagna con marce funebri, pianti e ci si veste a lutto, mentre dall'altra parte è accolto con gioia, perché quelli che lo ricevono dicono: "Finalmente ritorna!". È chiaro che se qualcuno si è comportato sulla terra da malfattore non riceverà dall'altra parte un'accoglienza calorosa, come d'altronde anche qui succede che alcuni bambini non siano accolti con tanta gioia dai loro genitori. Ma si tratta di casi particolari. La legge rimane immutabile: quello che in una regione è vita in un'altra è morte. Quello che sparisce qui, appare altrove e viceversa
Forse.....gioia

SE esprimi un desiderio
forse si avvererà.
Se si avvera il tuo desiderio
forse potrai soffrire.
Se si soffre per amore
forse non è abbastanza.
Se si ama per la vita
forse sarai ricambiata.
Se la vita ti emoziona ogni giorno
forse l'avrai vissuta.
Se l'emozione ti scalda il cuore
forse hai trovato un posto felice.
Se il tuo posto felice è un posto sicuro
allora attracca,...............forse.............
Un Volo D'Amore_Stadio*****
" Ero io. Ero nebbia, opaca, incorporea, fluttuante sui tasti d'avorio di quello strumento. Si, strumento perchè mezzo di espressione, di ogni piega incandescente che la mia anima prendeva.
Le mie mani, volavano come farfalle, così fragili ed esili, battendo a ritmo su quelle parole difficili da capire, per molti...Parole, senza lettere, cariche di tutti i significati conosciuti. Senza confini, parole senza barriere, perchè slegate ,dal linguaggio.
Ed io. Io avevo avuto il dono di saperle usare. Io, sapevo farle scivolare via, pulite e intatte, da me. Senza macchia, senza corruzioni, nascevano da quegli arti che erano i miei, che conoscevo come tali, specchio di una malattia che mi avrebbe uccisa. Erano rami secchi e pallidi, di un albero troppo giovane, cui l'inverno aveva strappato via la vita ed il calore.
Mi nutrivo delle emozioni che la mia musica evocava. Il mio sangue, erano quelle note. I miei respiri, scanditi dalle pause tra una battuta e l'altra.
Ero io. Ero fragile. Ero condannata. Ma non era più tempo di paura, per me. Non temevo più l'inevitabile. Ero immersa in una quiete rassegnata, fredda, tagliata via. E quella musica...sapeva consolarmi anche laddove non ce n'era più bisogno.
Alcuni l'avrebbero chiamata "follia", ribattezzando con quel meschino nome, i miei sentimenti, i miei coscienti vaneggiamenti. E sebbene non facessi alcunchè per impedire loro di credere ciò che volevano, dentro quel cuore che ancora indugiava in lenti battiti, sentivo una pena, un rammarico.Sentivo un rimorso. Mi prendeva la gola, me la chiudeva in un nodo che poteva sciogliersi solo in lacrime.
Avrei voluto essere più banale, di quanto in effetti non fossi. Avrei voluto essere come le persone che osservavo. Come le protagoniste di certi libri che avevo letto, negli interminabili pomeriggi che passavo in compagnia di un fuoco spento, mentre il gelo mi entrava nelle ossa rendendole rigide, quasi di ghiaccio...ed a volte, temevo che solo alzandomi in piedi, le avrei mandate in frantumi, insieme alla mia scarsa capacità di movimento.
Avrei voluto chiamare le cose con nomi comuni, senza mai lettere maiuscole all'inizio. Avrei voluto accontentarmi di conoscere anche le ridicolaggini, in grado di riempire tante vite...non la mia. Se solo la mia mente me l'avesse concesso...
A volte, tra una sonata e l'altra, permettevo ad un silenzio un po' opprimente, di fluttuare pesantemente, sul mio corpo, giù, fino al mio cuore. Quelle volte, mi affacciavo alla finestra e guardavo fuori. Guardavo il mondo, continuare a muoversi tutto intorno a me...così meravigliosamente frenetico e...vivo.
Allora, mi sentivo morire davvero. Avvertivo quella schiacciante diversità, che mi allontanava da ogni cosa vivente. Il mio cuore, batteva. Eppure, chi avrebbe potuto mai dire, che fossi ancora in vita? No. Mi aveva abbandonato molto tempo prima. Ed io, altro non facevo che ammirarla con i miei occhi vuoti e spenti, fino a che, finalmente, non sarei stata libera anch'io. Libera di tornare a sentire. Libera dalla neve, dal gelo, dall'immobilità in cui ero stata rinchiusa...troppo giovane.
Ero io. Ero bianca. Ero in attesa, di ricominciare a vivere."
Dal diario di Elisabeth Harden
Memorie
Le mie mani, volavano come farfalle, così fragili ed esili, battendo a ritmo su quelle parole difficili da capire, per molti...Parole, senza lettere, cariche di tutti i significati conosciuti. Senza confini, parole senza barriere, perchè slegate ,dal linguaggio.
Ed io. Io avevo avuto il dono di saperle usare. Io, sapevo farle scivolare via, pulite e intatte, da me. Senza macchia, senza corruzioni, nascevano da quegli arti che erano i miei, che conoscevo come tali, specchio di una malattia che mi avrebbe uccisa. Erano rami secchi e pallidi, di un albero troppo giovane, cui l'inverno aveva strappato via la vita ed il calore.
Mi nutrivo delle emozioni che la mia musica evocava. Il mio sangue, erano quelle note. I miei respiri, scanditi dalle pause tra una battuta e l'altra.
Ero io. Ero fragile. Ero condannata. Ma non era più tempo di paura, per me. Non temevo più l'inevitabile. Ero immersa in una quiete rassegnata, fredda, tagliata via. E quella musica...sapeva consolarmi anche laddove non ce n'era più bisogno.
Alcuni l'avrebbero chiamata "follia", ribattezzando con quel meschino nome, i miei sentimenti, i miei coscienti vaneggiamenti. E sebbene non facessi alcunchè per impedire loro di credere ciò che volevano, dentro quel cuore che ancora indugiava in lenti battiti, sentivo una pena, un rammarico.Sentivo un rimorso. Mi prendeva la gola, me la chiudeva in un nodo che poteva sciogliersi solo in lacrime.
Avrei voluto essere più banale, di quanto in effetti non fossi. Avrei voluto essere come le persone che osservavo. Come le protagoniste di certi libri che avevo letto, negli interminabili pomeriggi che passavo in compagnia di un fuoco spento, mentre il gelo mi entrava nelle ossa rendendole rigide, quasi di ghiaccio...ed a volte, temevo che solo alzandomi in piedi, le avrei mandate in frantumi, insieme alla mia scarsa capacità di movimento.
Avrei voluto chiamare le cose con nomi comuni, senza mai lettere maiuscole all'inizio. Avrei voluto accontentarmi di conoscere anche le ridicolaggini, in grado di riempire tante vite...non la mia. Se solo la mia mente me l'avesse concesso...
A volte, tra una sonata e l'altra, permettevo ad un silenzio un po' opprimente, di fluttuare pesantemente, sul mio corpo, giù, fino al mio cuore. Quelle volte, mi affacciavo alla finestra e guardavo fuori. Guardavo il mondo, continuare a muoversi tutto intorno a me...così meravigliosamente frenetico e...vivo.
Allora, mi sentivo morire davvero. Avvertivo quella schiacciante diversità, che mi allontanava da ogni cosa vivente. Il mio cuore, batteva. Eppure, chi avrebbe potuto mai dire, che fossi ancora in vita? No. Mi aveva abbandonato molto tempo prima. Ed io, altro non facevo che ammirarla con i miei occhi vuoti e spenti, fino a che, finalmente, non sarei stata libera anch'io. Libera di tornare a sentire. Libera dalla neve, dal gelo, dall'immobilità in cui ero stata rinchiusa...troppo giovane.
Ero io. Ero bianca. Ero in attesa, di ricominciare a vivere."
Dal diario di Elisabeth Harden
Memorie
Claudio Baglioni-Niente Più
Con l'anima sfogliata, come un libro in cui si cercano figure che non ci sono. "Sia la tua mente a crearle, sulla base di parole scritte in caratteri delicati e sottili."
E via.Il libro è gettato nel fondo di un cassetto polveroso, che non si apre da tempo e tempo....che non si apre mai.
No. Non ero qui per prendere schiaffi. Eppure così ho scelto tante e tante volte. E non nascondo la mancanza che continuo a sentire, di ciò che ognuno pare avere già.
Am i so insignificant....?
E mi ritrovo a chiedere perdono al vento, perchè non saprei come spiegare altrimenti.
Tempo che passa, impietoso e clemente ad un tempo, mi riempie di vuoti che colmano il buio. Resisto. Sopravvivo.
Ed ogni notte escono lacrime, dai miei occhi ormai opachi e slavati. Lacrime che non hanno un senso...direbbero.
Solo...pace.Quanto ancora...?
E via.Il libro è gettato nel fondo di un cassetto polveroso, che non si apre da tempo e tempo....che non si apre mai.
No. Non ero qui per prendere schiaffi. Eppure così ho scelto tante e tante volte. E non nascondo la mancanza che continuo a sentire, di ciò che ognuno pare avere già.
Am i so insignificant....?
E mi ritrovo a chiedere perdono al vento, perchè non saprei come spiegare altrimenti.
Tempo che passa, impietoso e clemente ad un tempo, mi riempie di vuoti che colmano il buio. Resisto. Sopravvivo.
Ed ogni notte escono lacrime, dai miei occhi ormai opachi e slavati. Lacrime che non hanno un senso...direbbero.
Solo...pace.Quanto ancora...?
Andrea Guerra-Il Tuffo
Adesso che senti le urla rimbombarti nella testa...adesso piangi?
Adesso è troppo tardi.
Hai seminato il tuo vento. Lo hai usato per fare cose che non avresti mai dovuto fare. Ora la tempesta ti ripaga.
Ti sei sentita in colpa per il male causato, ma non avevi davvero compreso.
Era necessario che provassi sulla tua pelle,
ciò che tanto a lungo avevi generato in chi ti vedeva con occhi diversi.
Hai inseguito una Chimera, ti sei persa nel tenativo di raggiungerla e stringerla a te...dimenticandoti di tutto il resto.
E se cosi di tristi voci, ora, accompagnano ogni tuo passo od ogni sguardo che riesci a dedicare a qualcosa di vivo,
ricorderai sempre: è una colpa.E' solo tua.
Non hai voluto ascoltare chi ti diceva di fermarti. Ora, tutto ciò che ti si dice, ti causa dolore e disprezzo. Non sono loro che odi...No.Ormai l'hai capito.
E' inutile che ci provi. Non ne sei capace. E per quanto faccia più male di quanto ti aspettassi, per quanto tenti di dissimularlo dietro la vana ricerca di bellezza e perfezione, la verità è sempre lì, ricamata nelle cornee dei tuoi occhi.
Adesso è troppo tardi.
Hai seminato il tuo vento. Lo hai usato per fare cose che non avresti mai dovuto fare. Ora la tempesta ti ripaga.
Ti sei sentita in colpa per il male causato, ma non avevi davvero compreso.
Era necessario che provassi sulla tua pelle,
ciò che tanto a lungo avevi generato in chi ti vedeva con occhi diversi.
Hai inseguito una Chimera, ti sei persa nel tenativo di raggiungerla e stringerla a te...dimenticandoti di tutto il resto.
E se cosi di tristi voci, ora, accompagnano ogni tuo passo od ogni sguardo che riesci a dedicare a qualcosa di vivo,
ricorderai sempre: è una colpa.E' solo tua.
Non hai voluto ascoltare chi ti diceva di fermarti. Ora, tutto ciò che ti si dice, ti causa dolore e disprezzo. Non sono loro che odi...No.Ormai l'hai capito.
E' inutile che ci provi. Non ne sei capace. E per quanto faccia più male di quanto ti aspettassi, per quanto tenti di dissimularlo dietro la vana ricerca di bellezza e perfezione, la verità è sempre lì, ricamata nelle cornee dei tuoi occhi.
lunedì 28 giugno 2010
cosi.....come Amore
Ha detto qualcuno ...' ognuno ha la vita che si merita'... e non per un nero fatalismo ma solo perché ognuno di noi si pone nei confronti di lei in modo tale da riscuoterne le conseguenze...le rispondenze.
...Che non sia stato un bel vedere
è certamente sotto gli occhi di tutti
ma nel contempo quanto è stato,
lo è stato alla luce del sole e quasi
senza maschere.
Incomprensioni e malintesi...
ritardi...e mancati chiarimenti
generano situazioni che fanno male
...a tutti.
Che poi non lo si dichiari, riuscendo a celarne gli effetti o se ne parli svuotandosi dei pesi del'anima a...condividerli col mondo o con chi ti sta più vicino...fa parte del nostro passato. Del tempo della nostra formazione, della trasformazione che la vita ha operato in noi. Non esiste ...fata...un giusto ed uno sbagliato. Solo e..semplicmente il vero. Ciò che è vero è al tempo stesso giusto. Non perché lo sia in assoluto, che poi l'assolutezza delle cose...relativismo probabile piuttosto, ma diventa giusto grazie al risultato che ne consegue.
Si...siamo grandi..per decidere...eppure l'essere grandi a volte non ci permette di essere noi stessi, troppe le elucubrazioni mentali, gli anfratti mai risolti, i sentieri percorsi al buio.
Essere grandi...è accettarsi..esattamente come si è. E non nasconderlo al mondo. Viso aperto e sguardo che vede...dritto negli occhi.
Il brutto è la sofferenza. Quella che ti lascia il segno. Che ti marca col fuoco. Niente sarà più lo stesso compresi tu e tutto ciò che vedi perchè saranno i tuoi occhi, il filtro del mondo.
Le battaglie d'Amore...sono sempre sofferte. Ogni passo fatto...lo avrai fatto solo se ne avrai avuto il coraggio. C'è il tempo della mancanza delle forze. Come quello del recupero...dell'investitura che la vita ti comunica...perché tu sappia di essere stato chiamato ad un compito estremamente importante e non ripetibile....Vivere.
"Notti senza cuore" - Gianna Nannini
Siamo così
Se voi sapete come si fa
ditemelo e non ditemelo,
perchè sia pur tardi ho compreso
che non lo so nè lo saprò,
e per tanto non averlo saputo,
sopravvivendo alla mia ignoranza,
credettero che lo sapessi.
Io li credevo menzogneri:
ma dopo la sofferenza
la menzogna fu la verità.
(come si fa per sapere?
Pernon sapere come si fa?
E i saggi della menzogna
continuano a dire la verità?)
P. Neruda
Se voi sapete come si fa
ditemelo e non ditemelo,
perchè sia pur tardi ho compreso
che non lo so nè lo saprò,
e per tanto non averlo saputo,
sopravvivendo alla mia ignoranza,
credettero che lo sapessi.
Io li credevo menzogneri:
ma dopo la sofferenza
la menzogna fu la verità.
(come si fa per sapere?
Pernon sapere come si fa?
E i saggi della menzogna
continuano a dire la verità?)
P. Neruda
Alan Sorrenti - Tu Sei L'Unica Donna Per Me
Certe maschere sono, certo, indossate, per debolezza. Molti uomini sono schiavi di sé stessi. Annaspano nell'arrampicarsi per vette troppo alte rispetto ai valori concepiti, identificano le chimere in miraggi che si dileguano allo spostarsi delle ombre. E le maschere sono tante e per le tante occasioni da non riconoscere piùla propria identità, la propria essenza. Azioni fatte per risposta effimera a domande effimere, lungimiranza solo per la superficie....mai per la profondità e il discepolato alla scuola della vita. Altra cosa è l'inganno d'amore. Piaghe purulente che secernono pus...su pelle toccata da carezze affettuose. Ricordi profumati in campi lentamente...sempre più secchi, inariditi dal sole della mancanza d'amore, mossi dal vento dei perché. Vivere non per vivere, ma per pagarne il prezzo più alto. Sfidando la vita stessa. Osando fin nei meandri più tenebrosi delle regole della corrente moralità. Uscendo alla luce del rispetto di sé. Proseguendo il nostro cammino senza timore. Solo vincendo sull'apatia del perbenismo. Ma tutto questo ha un prezzo. Ed intendiamo pagarlo fino all'ultimo spicciolo.
domenica 27 giugno 2010
PAZIENZA...GIOIA
"La pazienza non è mai stata una virtù molto praticata, e nell'epoca attuale lo è sempre meno. Il modo in cui si comprende l'esistenza, ossia questo bisogno che tutto vada sempre più veloce, fa sì che la pazienza venga considerata come un freno e gli individui pazienti come degli stupidi, dei rammolliti, degli addormentati. Ma sì... è ciò che dicono a proposito delle persone pazienti coloro che sono immersi nell'azione o negli affari. L'uomo capace deve mostrare di avere fretta, fretta di intraprendere, fretta di riuscire: bisogna battere i concorrenti in velocità, bisogna essere i primi ad occupare il posto, senza preoccuparsi dei danni che si possono fare al proprio passaggio... Ma i danni vengono fatti anche in se stessi; quella tensione e quella precipitazione non possono avere che conseguenze nocive: nervosismo, stato febbrile, irritabilità, ecc. Un proverbio bulgaro dice che si salvano solo quelli che sanno aspettare fino all'ultimo minuto. Esercitatevi quindi ad essere pazienti. Come? Già desiderando sinceramente di acquisire questa qualità
FUOCO.........GIOIA

"Fra i quattro elementi, il fuoco è il mezzo di trasformazione più radicale: nulla gli resiste. Per questo, la tradizione iniziatica insegna che, per trasformarsi, gli esseri umani devono passare per il fuoco, non il fuoco fisico, naturalmente, bensì il fuoco psichico; e sul piano psichico, esiste il fuoco della sofferenza e quello dell’amore divino. Per il fuoco della sofferenza, devono obbligatoriamente passare tutti coloro i quali sono talmente induriti che soltanto le prove potranno indurli a riflettere, costringendoli a cambiare la propria condotta.
Per sfuggire al fuoco della sofferenza, dobbiamo lavorare con il fuoco dell’amore, che ci trasformerà rendendoci luminosi e radiosi; esso ci avvolgerà nelle sue fiamme senza bruciarci; e anche se dovremo ancora soffrire, dato che siamo tuttora sulla terra, sapremo come attraversare quelle sofferenze. Il fuoco della sofferenza costringe e rende schiavo l’uomo, il fuoco dell’amore divino lo libera."
sabato 26 giugno 2010
favole.......gioia

E' quella bambina, che urla.
Quella principessina con le ali da fata
e la coroncina di plastica in testa.
Urla di terrore, lei si.Lei può.
Guarda uno specchio è grida
tutto il male che sente....
Soffocata, muore tra le sue stesse urla.
No.Questa solitudine è reale perchè...giusta?
Cristo...E pensare che...vorrei solo scappare.
Ma è il mio coraggio maledetto e perverso a tenermi qui
a guardar in silenzio
quella bambina
morire
soffocata
dalle mie stesse mani...
dalle sue stesse urla.
Domani....
Hai ragione, ma anche le favole servono alla nostra vita così carica di preoccupazioni e di dolori. Tu hai sofferto molto e cerchi di fuggire, sottrendoti al bene degli altri, per paura di esser ferita di nuovo. È per questo motivo che non riesci ad amare nessuno e il tuo cuore è di ghiaccio.
Perciò provi amarezza, noia, delusione, angoscia. È necessario scavare nel profondo di noi stessi perché c'è qualcosa di sepolto nel nostro inconscio che ci rende la vita difficile. Se riesci a esprimerlo ti salverai, altrimenti ti distruggerà.
C'è una carta dell'anima in cui sono segnate le baie della saggezza, il mare dell'abbondanza, l'oceano della pace, i deserti aridi. E poi valli e praterie sconfinate, simboli di libertà. Anche nel tuo animo ci sono regioni splendide: devi imparare ad esplorarle e a tralasciare quelle desolate.
Devi imparare a scalare le montagne, a sopravvivere al deserto della disperazione, a visitare le isole della gioia dove ti lascerai andare al flusso delle idee, dimenticando dubbi e paure. Sarà un'avventura, un viaggio meraviglioso chiamato vita.
Devi nutrirti di speranza come gli alberi che danno sempre i loro frutti nonostante il variare delle stagioni.
Un giorno ti condurrò in mezzo al bosco, ti immergerai nel cuore della natura e ascolterai la voce della tua anima. Camminerai sotto la pioggia e il sole sorridendo alle nuvole che vagano libere e, osservando il cielo, contemplerai l'infinito.
me....gioia

Silenzio. Dopo mille parole, ora, silenzio.
Come suona strano. Che strano rumore produce...
Ricorda l'appassire dei fiori, lo spegnersi lento di una candela, l'addormentarsi di un sogno.
Nessuno potrà dire che non ci avrei creduto. Nessuno potrebbe accusarmi di non essermi impegnata. Eppure...
Qui. In questa stanza, tra fiumi fatti di bianco e rosso, come sempre o di più, si risveglia lo sconforto. Culla dolcemente ogni emozione.
Mi viene da chiedermi se non sia colpa di ciò che sono. Mi viene da chiedermi se non sarebbe potuta andare diversamente. Mi viene da chiedermi...perchè.
L'unica cosa che odio, è lo spreco della bellezza. Questa bellezza. Questa, è andata sprecata. Proprio questa che mi era tanto cara. Rovinata. Deturbata da mani di bambini.
Domande, domande, domande, mentre il tempo continua a passare ed io dico a me stessa che da ora, si da adesso non lo permetterò più. Per alcuni è inconcepibile, un obiettivo atroce oltre che sbagliato. Per alcuni è una ricerca impossibile, che porta alla rovina. Per altri, l'unico modo per quelli come me, come te, come noi, di sopravvivere.
Confesso di detestare questo sfogo infantile che ho deciso di concedermi. Lo fermerei, se pensassi che fosse giusto. Ma non credo lo sia. Sono anche questo. Sono anche sfoghi. Non solo forza e costanza.
E solo chi mi conosce davvero, sa che sono anche questo. E solo chi davvero mi conosce, alla lunga merita il mio sconforto. Solo chi davvero mi ha vista piangere e urlare per un dolore che nessuno può capire, alla fine, merita la mia lontananza, la mia rassegnazione, la fine di me.
Mi viene da chiedermi tante cose. E quanto disprezzo metto in ogni domanda che pongo a me stessa.
Si, adesso si. Adesso mi odio. Tanto.
Domani, capirò.
Ora voglio solo un silenzio opprimente e pareti bianche. Gelosamente custodisco quel male che mi vive dentro. Gelosamente dico a me stessa "sola, molto meglio".
Dai diamanti, non nasce niente. Dal letame nascono i fiori.
Ottimo allora. Sono sulla buonissima strada.
racconto........gioia
+modified.jpg)
" Ero io. Ero nebbia, opaca, incorporea, fluttuante sui tasti d'avorio di quello strumento. Si, strumento perchè mezzo di espressione, di ogni piega incandescente che la mia anima prendeva.
Le mie mani, volavano come farfalle, così fragili ed esili, battendo a ritmo su quelle parole difficili da capire, per molti...Parole, senza lettere, cariche di tutti i significati conosciuti. Senza confini, parole senza barriere, perchè slegate ,dal linguaggio.
Ed io. Io avevo avuto il dono di saperle usare. Io, sapevo farle scivolare via, pulite e intatte, da me. Senza macchia, senza corruzioni, nascevano da quegli arti che erano i miei, che conoscevo come tali, specchio di una malattia che mi avrebbe uccisa. Erano rami secchi e pallidi, di un albero troppo giovane, cui l'inverno aveva strappato via la vita ed il calore.
Mi nutrivo delle emozioni che la mia musica evocava. Il mio sangue, erano quelle note. I miei respiri, scanditi dalle pause tra una battuta e l'altra.
Ero io. Ero fragile. Ero condannata. Ma non era più tempo di paura, per me. Non temevo più l'inevitabile. Ero immersa in una quiete rassegnata, fredda, tagliata via. E quella musica...sapeva consolarmi anche laddove non ce n'era più bisogno.
Alcuni l'avrebbero chiamata "follia", ribattezzando con quel meschino nome, i miei sentimenti, i miei coscienti vaneggiamenti. E sebbene non facessi alcunchè per impedire loro di credere ciò che volevano, dentro quel cuore che ancora indugiava in lenti battiti, sentivo una pena, un rammarico.Sentivo un rimorso. Mi prendeva la gola, me la chiudeva in un nodo che poteva sciogliersi solo in lacrime.
Avrei voluto essere più banale, di quanto in effetti non fossi. Avrei voluto essere come le persone che osservavo. Come le protagoniste di certi libri che avevo letto, negli interminabili pomeriggi che passavo in compagnia di un fuoco spento, mentre il gelo mi entrava nelle ossa rendendole rigide, quasi di ghiaccio...ed a volte, temevo che solo alzandomi in piedi, le avrei mandate in frantumi, insieme alla mia scarsa capacità di movimento.
Avrei voluto chiamare le cose con nomi comuni, senza mai lettere maiuscole all'inizio. Avrei voluto accontentarmi di conoscere anche le ridicolaggini, in grado di riempire tante vite...non la mia. Se solo la mia mente me l'avesse concesso...
A volte, tra una sonata e l'altra, permettevo ad un silenzio un po' opprimente, di fluttuare pesantemente, sul mio corpo, giù, fino al mio cuore. Quelle volte, mi affacciavo alla finestra e guardavo fuori. Guardavo il mondo, continuare a muoversi tutto intorno a me...così meravigliosamente frenetico e...vivo.
Allora, mi sentivo morire davvero. Avvertivo quella schiacciante diversità, che mi allontanava da ogni cosa vivente. Il mio cuore, batteva. Eppure, chi avrebbe potuto mai dire, che fossi ancora in vita? No. Mi aveva abbandonato molto tempo prima. Ed io, altro non facevo che ammirarla con i miei occhi vuoti e spenti, fino a che, finalmente, non sarei stata libera anch'io. Libera di tornare a sentire. Libera dalla neve, dal gelo, dall'immobilità in cui ero stata rinchiusa...troppo giovane.
Ero io. Ero bianca. Ero in attesa, di ricominciare a vivere."
Dal diario di Elisabeth Harden
Memorie
TORNERO'........GIOIA

Il destino è come un carro in movimento al quale siamo attaccati fin dalla nascita. La meta di questo viaggio non può essere modificata, ciò che si può scegliere è il nostro modo di procedere: se cioè camminare a testa alta o lasciarsi trascinare piagnucolando nella polvere. Ricorderai questi occhi ovunque tu sarai, occhi sinceri... e guardandoti allo specchio starai male xché saprai che quei due bellissimi occhi ora stanno piangendo a causa tua..IO
ANCORA....GIOIA
Chiarore perduto, Tormentato da sogni irrequieti Affoga pazienza e ragione. Le annega senza emozione alcuna. Dolcezza, rinnegata, mutilata Da falci e grano, come rasoio dorato. A che serve? A quale scopo, permetterselo? Ci saranno altri vuoti. Altri salti in un buio Di cui ormai conosci il terrore
Che ogni notte, alla ricerca disperata del sonno amico, senti penetrarti fino allanima sol per renderla ancor di più ciò che già è. Allinizio fu inquietudine. Ti permise, quel nome, di rifugiarti dietro una scusa comune
e quanto le avevi odiate, prima! Poi, flagello. Fu la purificazione, forse, oggetto del tuo desiderio assetato di una pace che non concepivi ancora. Ora
Ora sono io, a chiedere alla Notte Cosa sarà. Mi concedo addirittura
Rimane
Una forse Sciocca Preghiera.
ALMENO TU NELL'UNIVERSO
Si può definire il destino come una forma archetipa che s’impone ad ogni essere al momento della sua nascita. Sono i Ventiquattro Vegliardi a decidere tale forma. I Ventiquattro Vegliardi, che la Cabala situa della sefirah Binah, rappresentano la più alta giurisdizione. Sono loro che emanano i decreti riguardanti le forme del destino; le forme fisiche che noi vediamo sulla Terra sono il lontano riflesso delle forme decretate in alto. Una di queste forme archetipe è proiettata nella donna che porta in sé un bambino, ed è a partire da quella forma che la futura mamma lavorerà. Una volta decretata la forma, nulla la può più cambiare: essa discende nella materia per realizzarsi. Non serve a niente andare poi a consultare degli astrologi per poter prendere delle precauzioni e sfuggire alle prove e alle difficoltà; tutto è previsto affinché “ciò che è scritto si compia”.
L’unico modo per accordarsi con i Signori dei destini, è accettare i loro decreti con umiltà e amore, sapendo che sono giusti. Perciò, la cosa più saggia è considerare le difficoltà e le prove di questa esistenza come problemi da risolvere, sapendo che esse rappresentano per ciascuno il mezzo migliore per evolvere.
L’unico modo per accordarsi con i Signori dei destini, è accettare i loro decreti con umiltà e amore, sapendo che sono giusti. Perciò, la cosa più saggia è considerare le difficoltà e le prove di questa esistenza come problemi da risolvere, sapendo che esse rappresentano per ciascuno il mezzo migliore per evolvere.
☆ Pierdavide Carone ☆ - ஐ Di Notte ஐ *Con Testo*
"Studiate la vostra camminata in modo da migliorarla se fosse necessario. Sforzatevi di camminare con scioltezza, con leggerezza e con la testa diritta. Camminare curvi è una pessima abitudine, come pure battere fortemente il tallone ad ogni passo: la persona che cammina così ignora che sta violentando il proprio cervello, poiché ogni scossone si ripercuote sia sul cervello che su tutto il sistema nervoso e, dopo qualche anno, nel suo modo di pensare e di agire, quella persona manifesterà grossolanità e violenza.
Se vi sentite stanchi dopo una mezz’ora o un’ora di cammino, significa che non sapete nemmeno camminare. Quando si sa adottare un ritmo corretto, camminare dà energia, e anche se in partenza si era stanchi, si sentono man mano ritornare le forze. Esiste un ritmo di marcia che ciascuno deve cercare di acquisire e che non stanca. Quando, camminando, sentite che le forze incominciano a circolare in voi, significa che avete trovato il giusto ritmo."
Se vi sentite stanchi dopo una mezz’ora o un’ora di cammino, significa che non sapete nemmeno camminare. Quando si sa adottare un ritmo corretto, camminare dà energia, e anche se in partenza si era stanchi, si sentono man mano ritornare le forze. Esiste un ritmo di marcia che ciascuno deve cercare di acquisire e che non stanca. Quando, camminando, sentite che le forze incominciano a circolare in voi, significa che avete trovato il giusto ritmo."
IO VAGABONDO
Immaginate di avere due boccette piene di profumo: in quanto recipienti, le boccette sono separate, ma i profumi che ne fuoriescono vanno a mescolarsi fra di loro, in alto. Perché vi presento questa immagine? Perché gli esseri umani sono paragonabili a dei flaconi di profumo: i loro corpi sono separati, ma con i loro pensieri, con i loro sentimenti, essi possono incontrare altri esseri umani ed anche entità del mondo invisibile, nell'universo intero. Solamente, ecco: non si incontra così chi si vuole, ciascuno può raggiungere, nel mondo visibile e invisibile, solo le anime e gli spiriti che corrispondono a quello che lui stesso è, poiché si tratta semplicemente di un fenomeno di risonanza. E se volete comprendere bene la ragione d'essere della preghiera, della meditazione e di tutti gli esercizi spirituali, ricordate che essi ci servono ad elevarci interiormente, ed elevandoci, per affinità, incontriamo nello spazio delle creature sempre più luminose e pure."
PER LEI
Dal regno minerale al regno umano e oltre, attraverso le gerarchie angeliche fino al trono di Dio, la vita si manifesta con un'intensità e una finezza crescenti. Ciò che differenzia le diverse regioni dell'universo e le creature che le popolano, è l'intensità delle vibrazioni che animano le particelle del loro essere. Ecco perché si può dire che la misura dell'evoluzione di un essere è l'intensità della sua vita. Poiché gli uomini non hanno compreso tale verità, vivono al rallentatore: i loro polmoni, il loro fegato, il loro cuore, il loro cervello, tutto in loro è stagnante ecco perché sono sempre esposti a sofferenze fisiche e psichiche. Colui che vive al rallentatore è come una ruota che gira lentamente: tutto il fango le si incolla. Fatela ruotare rapidamente e il fango verrà rimosso."
Per ora per un pò
"Gli esseri umani provano tanto di quel piacere a constatare i lati cattivi degli altri, a commentarli e a cercare di punirli, che immaginano che il Signore faccia lo stesso. Perché attribuiscono al Signore le loro tendenze malsane? Dio non osserva i nostri errori. Ci sono spettacoli migliori e più belli da guardare. Direte: "Ma Dio punisce gli esseri umani proprio perché vede i loro peccati». No, non è Dio che li punisce quando commettono degli errori, ma sono loro stessi che, con quegli errori, producono disordine nel loro intelletto, nel loro cuore, nella loro anima; in seguito quei disordini avranno una ripercussione negativa su tutta la loro esistenza. È proprio quella la "punizione": la conseguenza di una causa, una causa cattiva, perniciosa, che hanno costruito da soli
Coccinella
Ogni giorno il sole sorge vivo e vibrante, per inviare nello spazio tesori di luce, di calore e di vita. Ma, anche fra voi, vi sono alcuni che guardandolo restano ancora là, insensibili, come se ci fosse uno schermo fra il sole e loro. Ed è vero che c'è uno schermo a causa della vita che hanno vissuto il giorno prima... o i giorni precedenti. Non sospettavano che le loro azioni, i loro pensieri e i loro sentimenti avrebbero influenzato il loro stato di coscienza nel momento in cui essi si sarebbero trovati davanti al sole. Non si sono sorvegliati, ed ecco perché dinanzi al sole rimangono inerti, non sentono nulla.
Se ogni giorno vi avvicinate al sole dopo esservi preparati interiormente, capirete che esso è un mondo sfolgorante dove abitano le entità più evolute, e che voi potete, grazie a lui, trovare la soluzione a tutti i vostri problemi. Sì, perché il sole, oltre a donarvi il suo calore e la sua luce, può fare questo: aprire la vostra intelligenza e il vostro cuore."
Se ogni giorno vi avvicinate al sole dopo esservi preparati interiormente, capirete che esso è un mondo sfolgorante dove abitano le entità più evolute, e che voi potete, grazie a lui, trovare la soluzione a tutti i vostri problemi. Sì, perché il sole, oltre a donarvi il suo calore e la sua luce, può fare questo: aprire la vostra intelligenza e il vostro cuore."
Destinazione paradiso
"Vivere la vita spirituale non significa fuggire la società. Lo spiritualista può vivere nella società; deve anzi vivere nella società rimanendo però legato alla luce e alla saggezza, per essere sempre all’altezza della situazione, perché se si arrende, se fallisce dal punto di vista spirituale, non solo perde la forza, l’equilibrio, l’autorità, ma per gli altri non è più nemmeno degno di attenzione. Direte. «Ma vivere in mezzo a persone che non hanno le nostre stesse aspirazioni, che non la pensano come noi, è tanto difficile!» Sì, è difficile, ma non ci sono altre soluzioni. Dovete frequentare gli uomini, dovete amarli, dovete lavorare assieme a loro, ma sempre conservando il vostro alto ideale, la vostra filosofia divina. Proprio in quel momento, infatti, voi siete un centro, una sorgente, un giardino, un frutteto; non solo siete forniti di tutto ciò di cui avete bisogno, ma possedete anche i mezzi per aiutare gli altri attorno a voi."
Renato Zero - I migliori anni della nostra vita
"Ogni giorno dobbiamo lottare contro le nostre tenebre e le nostre pesantezze. Sì, bisogna lottare tutti i giorni. «Ma per quanto tempo?» chiederete voi. Finché l'uomo continuerà ad incarnarsi sulla terra dovrà prendersi un corpo, e il corpo per sua natura è pesante e grossolano, non può sfuggire alla presa della materia. Soltanto quando riuscirà a tagliare definitivamente i legami con la terra, alla fine della sua evoluzione, l'uomo potrà sfuggire all'oppressione e all'oscurità. Ma finchè è sulla terra, non potrà sfuggirvi, non si faccia illusioni. L'unica differenza è che il vero spiritualista, che è cosciente e lotta, si aggrappa al Signore, alla luce, all'amore, alla speranza e alla fede. Egli prega, medita e interiormente arriva sempre più spesso a liberarsi dalla pesantezza.
Elisa - Eppure Sentire (Un Senso di Te)
Ogni giorno dobbiamo lottare contro le nostre tenebre e le nostre pesantezze. Sì, bisogna lottare tutti i giorni. «Ma per quanto tempo?» chiederete voi. Finché l'uomo continuerà ad incarnarsi sulla terra dovrà prendersi un corpo, e il corpo per sua natura è pesante e grossolano, non può sfuggire alla presa della materia. Soltanto quando riuscirà a tagliare definitivamente i legami con la terra, alla fine della sua evoluzione, l'uomo potrà sfuggire all'oppressione e all'oscurità. Ma finchè è sulla terra, non potrà sfuggirvi, non si faccia illusioni. L'unica differenza è che il vero spiritualista, che è cosciente e lotta, si aggrappa al Signore, alla luce, all'amore, alla speranza e alla fede. Egli prega, medita e interiormente arriva sempre più spesso a liberarsi dalla pesantezza.
APRILA BIAGIO ANTONACCI
"Ai giorni nostri, l’occultismo è di moda: sempre più persone cercano i segreti che permetteranno loro di diventare dei maghi potenti. Pensano di trovare tali segreti nei rituali, nei talismani, nelle formule magiche e, senza conoscere niente della realtà del mondo invisibile, si lanciano nell’invocazione di spiriti. Poveri infelici! Ciò che questi individui troveranno sarà lo squilibrio psico-fisico, poiché non saranno gli spiriti luminosi a rispondere alle loro invocazioni, ma le entità dei livelli più bassi che ne approfitteranno per depredarli. Sì, ecco la verità, l’implacabile verità. E perché? Perché per attirare gli spiriti luminosi, c’è un solo metodo: progredire ogni giorno di più nella vita spirituale. Le entità celesti danno il loro aiuto e le loro benedizioni agli uomini, in proporzione a quello che gli uomini stessi sono capaci di realizzare. Le altre entità, certamente, potrebbero finire per concedere quello che si chiede loro, ma che dovrà essere pagato a caro prezzo.
senza fiato.wmv
"Esiste una legge per cui, quando si fa un vuoto in un luogo dello spazio, qualcosa viene immediatamente a colmarlo. Questa legge fisica si applica anche alla vita psichica, cioè quando si dà, si riceve. Quando avete vuotato i vostri serbatoi interiori, perché avete dato il vostro amore ed i vostri buoni pensieri a tutte le creature, qualcosa arriva immediatamente dall'alto per riempirvi.
Perciò amate e sarete amati. Date e vi sarà dato. Date anche quello che vi manca ed otterrete. Desiderate essere illuminati e non sapete come attirare a voi la luce ? È molto semplice : incominciate con l'illuminare chi è meno illuminato di voi e riceverete luce, perché in questo caso un altro essere, che possiede più luce di voi, verrà a darvi la sua luminosità."
Perciò amate e sarete amati. Date e vi sarà dato. Date anche quello che vi manca ed otterrete. Desiderate essere illuminati e non sapete come attirare a voi la luce ? È molto semplice : incominciate con l'illuminare chi è meno illuminato di voi e riceverete luce, perché in questo caso un altro essere, che possiede più luce di voi, verrà a darvi la sua luminosità."
l'emozione non ha voce
Molta gente pretende che non ci si può pronunciare con certezza sul valore delle persone e delle cose. Eppure ci sono dei criteri. Quali? Qualcuno vi presenta un pane dicendovi: "È eccellente, ti darà forza". Lo prendete, lo mangiate e poi avete una colica: questo significa che quel pane è cattivo, ne avete la prova e non dovete più continuare a mangiarlo. Qualcun altro vi porta un altro pane e, dopo averlo assaggiato, vi sentite fortificato. Questo prova che il suo pane era buono. La stessa cosa vale in tutti i campi. Qualcuno vi espone una filosofia, dicendovi che è la migliore, che dovete adottarla... ebbene, fate una piccola verifica. Se cominciate a vedere più chiaro, se sentite più amore, più slancio, più ispirazione nel cuore, se la vostra volontà diventa più forte per lavorare e risolvere tutti i problemi, allora potete accettarla. Anche se fosse un mendicante o un bandito ad averla presentata, è eccellente, ne avete la prova."
venerdì 25 giugno 2010
COME L' ACQUA....GIOIA
Ci sono stanchezze che nessun sonno potrà smorzare.
Ci sono illusioni grandi come case
e case grandi come illusioni.
...
Finestre chiuse su strade deserte,
voci che vorresti sentire dentro,
voci che non escono mai da dentro.
Frasi non dette per timore,
frasi dette per paura.
Insulti gridati e offese pensate.
Ci sono abbracci dati a distanza
e schiaffi non dati che lasciano il segno.
Amiche vere,
amici di comodo,
persone reali
e persone che ci creiamo noi.
Ci sono strade da percorrere per raggiungere un sogno
e sogni che sinfrangono in strade deserte.
Ci sono certezze assolute che si trasformano in domande
e domande che non ottengono risposta.
Sorrisi dati a estranei
e pianti in macchina da sola davanti casa.
Ci sono lampioni che illuminano baci
e baci che illuminano dentro.
Notti da passare da sola
e notti che non passano più.
Persone che vorresti adesso con te
e persone che non avresti nemmeno voluto conoscere.
Dolori e gioie,
stupore e noia.
e porto dentro me il dubbio
di non essere stata capace d'amare...Gioia
Ci sono illusioni grandi come case
e case grandi come illusioni.
...
Finestre chiuse su strade deserte,
voci che vorresti sentire dentro,
voci che non escono mai da dentro.
Frasi non dette per timore,
frasi dette per paura.
Insulti gridati e offese pensate.
Ci sono abbracci dati a distanza
e schiaffi non dati che lasciano il segno.
Amiche vere,
amici di comodo,
persone reali
e persone che ci creiamo noi.
Ci sono strade da percorrere per raggiungere un sogno
e sogni che sinfrangono in strade deserte.
Ci sono certezze assolute che si trasformano in domande
e domande che non ottengono risposta.
Sorrisi dati a estranei
e pianti in macchina da sola davanti casa.
Ci sono lampioni che illuminano baci
e baci che illuminano dentro.
Notti da passare da sola
e notti che non passano più.
Persone che vorresti adesso con te
e persone che non avresti nemmeno voluto conoscere.
Dolori e gioie,
stupore e noia.
e porto dentro me il dubbio
di non essere stata capace d'amare...Gioia
mercoledì 23 giugno 2010
sabato 19 giugno 2010
IL PARADISO....GIOIA
il tempo vola....
il tempo non aspetta nessuno,
il tempo guarisce tutte le ferite..(lo speriamo almeno)
Quello che tutti vogliamo e'
piu' tempo...
il tempo per alzarsi ,il tempo per crescere,
il tempo per lasciarci andare...volta che crescendo avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose
giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro noi stessi,
la prima e la più importante.
lottare per un idea, senza avere un idea di se stessi, è una delle cose
più pericolose che si possa fare.
lo so...
tutto cio' che ho:
le mie speranze,i mie sogni,i mie dubbi con tutte le mie
incertezze.
Ma tutto questo fa parte di un dono
meraviglioso
delle volte anche irreale che, non tutti colgono il
vero significato di tutto questo....
la vita...
...
Nella vita ci sono giorni pieni di vento e pieni di rabbia,
ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di dolore,
ci sono giorni pieni di lacrime;
ma poi.....
ci sono giorni pieni d'amore che ci
danno il coraggio di andare avanti
per tutti gli altri giorni.Quali erano i sogni fantastici della nostra vita?
L'abito bianco,
il principe azzurro che vi portava
in un castello sulla collina,
eravate a letto la notte chiudevate
gli occhi e...
nutrivate una cieca e assoluta
fiducia.
Babbo natale,il topolino del dente,
il principe azzurro,
erano cosi reali che potevi toccarli,
ma col tempo si cresce...
un bel giorno apri gli occhi e la favola e'
sparita...
molte persone hanno bisogno di sostegno
e devono credere in qualcosa.
il problema e'
che e' diffcile abbandonare
completamente quel mondo fatato,
perche' quasi tutti hanno ancora quel
piccolissimo pezzetto di speranza,
di fiducia e sperano un bel giorno
di aprire gli occhi e di vedere il loro sogno
trasformato in
REALTA'...Follia e' pensare di por rimedio
ai gesti non compiuti,
alle parole non dette.
a tutte quelle cose sospese.... Amami senza tregua...
fammi scivolare dentro la Tua anima...
e lì tienimi per leternità.....
e il mio sogno diventi o no realtà non importa..
limportante e donare amore a chi ne ha ..bisogno...gioia
(DEDICATO..
il tempo non aspetta nessuno,
il tempo guarisce tutte le ferite..(lo speriamo almeno)
Quello che tutti vogliamo e'
piu' tempo...
il tempo per alzarsi ,il tempo per crescere,
il tempo per lasciarci andare...volta che crescendo avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose
giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro noi stessi,
la prima e la più importante.
lottare per un idea, senza avere un idea di se stessi, è una delle cose
più pericolose che si possa fare.
lo so...
tutto cio' che ho:
le mie speranze,i mie sogni,i mie dubbi con tutte le mie
incertezze.
Ma tutto questo fa parte di un dono
meraviglioso
delle volte anche irreale che, non tutti colgono il
vero significato di tutto questo....
la vita...
...
Nella vita ci sono giorni pieni di vento e pieni di rabbia,
ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di dolore,
ci sono giorni pieni di lacrime;
ma poi.....
ci sono giorni pieni d'amore che ci
danno il coraggio di andare avanti
per tutti gli altri giorni.Quali erano i sogni fantastici della nostra vita?
L'abito bianco,
il principe azzurro che vi portava
in un castello sulla collina,
eravate a letto la notte chiudevate
gli occhi e...
nutrivate una cieca e assoluta
fiducia.
Babbo natale,il topolino del dente,
il principe azzurro,
erano cosi reali che potevi toccarli,
ma col tempo si cresce...
un bel giorno apri gli occhi e la favola e'
sparita...
molte persone hanno bisogno di sostegno
e devono credere in qualcosa.
il problema e'
che e' diffcile abbandonare
completamente quel mondo fatato,
perche' quasi tutti hanno ancora quel
piccolissimo pezzetto di speranza,
di fiducia e sperano un bel giorno
di aprire gli occhi e di vedere il loro sogno
trasformato in
REALTA'...Follia e' pensare di por rimedio
ai gesti non compiuti,
alle parole non dette.
a tutte quelle cose sospese.... Amami senza tregua...
fammi scivolare dentro la Tua anima...
e lì tienimi per leternità.....
e il mio sogno diventi o no realtà non importa..
limportante e donare amore a chi ne ha ..bisogno...gioia
(DEDICATO..
venerdì 18 giugno 2010
GLI OCCHI VERDI DELL AMORE..............GIOIA
L'unico modo per liberarsi da una tentazione è di abbandonarvisi; resistete, e la vostra anima si ammalerà di nostalgia per le cose che si è vietata, di desiderio per ciò che le sue mostruose leggi hanno reso mostruoso e fuori legge".
Così dice una massima di Oscar Wilde a proposito della tentazione.
Sin dalla notte dei tempi, dopo la seduzione di Eva da parte del serpente - e poi quella di Adamo da parte di Eva - l'uomo è soggetto alle tentazioni. Nei secoli, la figura della donna è stata letteralmente demonizzata dal cattolicesimo, giudicata strumento diabolico per far cadere l'uomo nella trappola del desiderio carnale.
E per voi, cos'è la tentazione?
Non ci interessa come resistere. Ci interessa conoscere quel brivido violento, la sensazione che sempre si avverte poco prima di cedere.
Si può essere tentati da un dolce o da una bella donna ai bordi della strada. O si può tentare. Per un mero guadagno o per puro piacere.
La tentazione, quindi, è tutto ciò che non si dovrebbe fare, perlopiù.
E che invece si fa. Perché siamo deboli, forse. Incoscienti, pazzi, senza riguardi per regole o morali.
O forse perché, in fin dei conti, non siamo poi così dannatamente stupidi da lasciarci sfuggire affascinanti occasioni....Gioia sempre
Così dice una massima di Oscar Wilde a proposito della tentazione.
Sin dalla notte dei tempi, dopo la seduzione di Eva da parte del serpente - e poi quella di Adamo da parte di Eva - l'uomo è soggetto alle tentazioni. Nei secoli, la figura della donna è stata letteralmente demonizzata dal cattolicesimo, giudicata strumento diabolico per far cadere l'uomo nella trappola del desiderio carnale.
E per voi, cos'è la tentazione?
Non ci interessa come resistere. Ci interessa conoscere quel brivido violento, la sensazione che sempre si avverte poco prima di cedere.
Si può essere tentati da un dolce o da una bella donna ai bordi della strada. O si può tentare. Per un mero guadagno o per puro piacere.
La tentazione, quindi, è tutto ciò che non si dovrebbe fare, perlopiù.
E che invece si fa. Perché siamo deboli, forse. Incoscienti, pazzi, senza riguardi per regole o morali.
O forse perché, in fin dei conti, non siamo poi così dannatamente stupidi da lasciarci sfuggire affascinanti occasioni....Gioia sempre
giovedì 17 giugno 2010
GLI OCCHI VERDI DELL AMORE..........GIOIA
L'unico modo per liberarsi da una tentazione è di abbandonarvisi; resistete, e la vostra anima si ammalerà di nostalgia per le cose che si è vietata, di desiderio per ciò che le sue mostruose leggi hanno reso mostruoso e fuori legge".
Così dice una massima di Oscar Wilde a proposito della tentazione.
Sin dalla notte dei tempi, dopo la seduzione di Eva da parte del serpente - e poi quella di Adamo da parte di Eva - l'uomo è soggetto alle tentazioni. Nei secoli, la figura della donna è stata letteralmente demonizzata dal cattolicesimo, giudicata strumento diabolico per far cadere l'uomo nella trappola del desiderio carnale.
E per voi, cos'è la tentazione?
Non ci interessa come resistere. Ci interessa conoscere quel brivido violento, la sensazione che sempre si avverte poco prima di cedere.
Si può essere tentati da un dolce o da una bella donna ai bordi della strada. O si può tentare. Per un mero guadagno o per puro piacere.
La tentazione, quindi, è tutto ciò che non si dovrebbe fare, perlopiù.
E che invece si fa. Perché siamo deboli, forse. Incoscienti, pazzi, senza riguardi per regole o morali.
O forse perché, in fin dei conti, non siamo poi così dannatamente stupidi da lasciarci sfuggire affascinanti occasioni
Così dice una massima di Oscar Wilde a proposito della tentazione.
Sin dalla notte dei tempi, dopo la seduzione di Eva da parte del serpente - e poi quella di Adamo da parte di Eva - l'uomo è soggetto alle tentazioni. Nei secoli, la figura della donna è stata letteralmente demonizzata dal cattolicesimo, giudicata strumento diabolico per far cadere l'uomo nella trappola del desiderio carnale.
E per voi, cos'è la tentazione?
Non ci interessa come resistere. Ci interessa conoscere quel brivido violento, la sensazione che sempre si avverte poco prima di cedere.
Si può essere tentati da un dolce o da una bella donna ai bordi della strada. O si può tentare. Per un mero guadagno o per puro piacere.
La tentazione, quindi, è tutto ciò che non si dovrebbe fare, perlopiù.
E che invece si fa. Perché siamo deboli, forse. Incoscienti, pazzi, senza riguardi per regole o morali.
O forse perché, in fin dei conti, non siamo poi così dannatamente stupidi da lasciarci sfuggire affascinanti occasioni
mercoledì 16 giugno 2010
L'ALFABETO DEGLI AMANTI...........GIOIA
Ci sono corpi con imperfezioni....
Ci sono dettagli che non corrispondono alla bellezza,
canonicamente intesa. Ma che importa ?
Nulla, se riesci a vivere il tuo corpo, a sentirlo,
a veicolare tramite lui,
il desiderio che hai dell'altro.
Ci sono labbra che si avvicinano alle tue,
e senti che stai per 'arrenderti', anzi,
sai con certezza che la 'resa' è davvero l'unica cosa che vuoi.
Ci sono mani impertinenti, che si fanno strada su di te,
facendo finta sia per caso, per errore.
Quasi non si sapesse dove altro metterle.
Ed è un' impellenza tale che, sarebbe reato non soddisfare.
Ci sono casi, situazioni che non ti spieghi, che fatichi a decifrare.
Ed il bello sta proprio lì, nel non comprendere a pieno,
ma nel lasciare che sia......Per perduto Amore non piangere lacrime vuote ascolta il tuo cuore e quando avrai compreso davvero... ti stupirai di averlo ritrovato e Gioia verrà da te... sorridendo perché è fatta di sole... e sa ascoltare... oltre le parole allora se vuoi... falle del male con la verità ma non ucciderla con le ombre"
Ci sono dettagli che non corrispondono alla bellezza,
canonicamente intesa. Ma che importa ?
Nulla, se riesci a vivere il tuo corpo, a sentirlo,
a veicolare tramite lui,
il desiderio che hai dell'altro.
Ci sono labbra che si avvicinano alle tue,
e senti che stai per 'arrenderti', anzi,
sai con certezza che la 'resa' è davvero l'unica cosa che vuoi.
Ci sono mani impertinenti, che si fanno strada su di te,
facendo finta sia per caso, per errore.
Quasi non si sapesse dove altro metterle.
Ed è un' impellenza tale che, sarebbe reato non soddisfare.
Ci sono casi, situazioni che non ti spieghi, che fatichi a decifrare.
Ed il bello sta proprio lì, nel non comprendere a pieno,
ma nel lasciare che sia......Per perduto Amore non piangere lacrime vuote ascolta il tuo cuore e quando avrai compreso davvero... ti stupirai di averlo ritrovato e Gioia verrà da te... sorridendo perché è fatta di sole... e sa ascoltare... oltre le parole allora se vuoi... falle del male con la verità ma non ucciderla con le ombre"
Enigma - Mea Culpa (album version)
Gravità.
I pensieri si fanno materia: si snodano attraverso filigrana d'oro e luce.
Filamenti acciambellati nella loro soffice dimora, fatta di morbida, calda, lana bianca.
E come Primavera, in un soffio d'aria e polline, va a destarli,
Gravità.
Negazione di vuoto cosmico: Acqua.
Riempimento costante e paziente d'interstizi astrali: Menti.
Ho sognato di volare. Ho capito ch'era un sogno. Ho continuato a volare.
Marea di blu cobalto.
La crisalide inizia a muoversi.
Stiracchia le braccia contro la culla.
E...spinge.
I pensieri si fanno materia: si snodano attraverso filigrana d'oro e luce.
Filamenti acciambellati nella loro soffice dimora, fatta di morbida, calda, lana bianca.
E come Primavera, in un soffio d'aria e polline, va a destarli,
Gravità.
Negazione di vuoto cosmico: Acqua.
Riempimento costante e paziente d'interstizi astrali: Menti.
Ho sognato di volare. Ho capito ch'era un sogno. Ho continuato a volare.
Marea di blu cobalto.
La crisalide inizia a muoversi.
Stiracchia le braccia contro la culla.
E...spinge.
Jose Nunez - Bilingual
Ora tocca alle lacrime.
Non solo scomode protagoniste di drammi o emozioni troppo forti.
Ora, tocca a Loro.
E tocca a noi comprenderne l'eterna importanza.
Che siano strumento, mezzo o fulcro,
non importa.
Sono Lacrime.
Sono pezzi d'Anima che, coraggiosamente, affiorano su fino al mondo,
per poi morire tra guance e mento.
Le più coraggiose, riusciranno a lanciarsi giù, giù, fino a toccare Terra.
E tra le stelle, tra il brillio, il luccichio di quelle piccole pietre lassù...
sembreranno perdersi.
Stasera vado fiera delle mie Lacrime.
Mi fanno umana.
Mi fanno me stessa, dopo tanto tempo.
Non solo scomode protagoniste di drammi o emozioni troppo forti.
Ora, tocca a Loro.
E tocca a noi comprenderne l'eterna importanza.
Che siano strumento, mezzo o fulcro,
non importa.
Sono Lacrime.
Sono pezzi d'Anima che, coraggiosamente, affiorano su fino al mondo,
per poi morire tra guance e mento.
Le più coraggiose, riusciranno a lanciarsi giù, giù, fino a toccare Terra.
E tra le stelle, tra il brillio, il luccichio di quelle piccole pietre lassù...
sembreranno perdersi.
Stasera vado fiera delle mie Lacrime.
Mi fanno umana.
Mi fanno me stessa, dopo tanto tempo.
DONNA SUMMER - I FEEL LOVE (REMIX VIDEO)
Inquietudine sorridente. Buffa, al limite. Tutto, ogni cosa, un eccesso. Ed ogni manifestazione di quel che si è, diviene sogno d'un illusione, o di mille parole, di cui non una avrà un senso....
Sorridi, allora.Sorridi e crea.
Sorridi e lascia che sia la dolce
materna
profumata
ironica
FOLLIA,
a colorare di note
i tuoi grigi giorni di niente.
Prima o poi finirà.
E' una minaccia.
Si.
Sorridi, allora.Sorridi e crea.
Sorridi e lascia che sia la dolce
materna
profumata
ironica
FOLLIA,
a colorare di note
i tuoi grigi giorni di niente.
Prima o poi finirà.
E' una minaccia.
Si.
martedì 15 giugno 2010
SOLO...................GIOIA
.jpg)
Siamo qui perché non c'è alcun rifugio
dove nasconderci da noi stessi.
Fino a quando una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa.
Fino a quando non permette loro
di condividere i suoi segreti, non ha scampo da essi.
Timorosa di essere conosciuta
non può conoscere se stessa né gli altri: sarà sola.
Dove altro se non nei nostri punti comuni
possiamo trovare un tale specchio?
Qui, insieme, una persona può, alla fine,
manifestarsi chiaramente a se stessa,
non come il gigante dei suoi sogni
né il nano delle sue paure,
ma come un uomo parte di un tutto
con il suo contributo da offrire.
In questo terreno noi possiamo mettere radici e crescere,
non più soli, come nella morte,
ma vivi a noi stessi e agli altri.
TENTAZIONE.......................GIOIA

L'unico modo per liberarsi da una tentazione è di abbandonarvisi; resistete, e la vostra anima si ammalerà di nostalgia per le cose che si è vietata, di desiderio per ciò che le sue mostruose leggi hanno reso mostruoso e fuori legge".
Così dice una massima di Oscar Wilde a proposito della tentazione.
Sin dalla notte dei tempi, dopo la seduzione di Eva da parte del serpente - e poi quella di Adamo da parte di Eva - l'uomo è soggetto alle tentazioni. Nei secoli, la figura della donna è stata letteralmente demonizzata dal cattolicesimo, giudicata strumento diabolico per far cadere l'uomo nella trappola del desiderio carnale.
E per voi, cos'è la tentazione?
Non ci interessa come resistere. Ci interessa conoscere quel brivido violento, la sensazione che sempre si avverte poco prima di cedere.
Si può essere tentati da un dolce o da una bella donna ai bordi della strada. O si può tentare. Per un mero guadagno o per puro piacere.
La tentazione, quindi, è tutto ciò che non si dovrebbe fare, perlopiù.
E che invece si fa. Perché siamo deboli, forse. Incoscienti, pazzi, senza riguardi per regole o morali.
O forse perché, in fin dei conti, non siamo poi così dannatamente stupidi da lasciarci sfuggire affascinanti occasioni
Notre Dame de Paris (Italy) - Bella
LOVE..SHOOT PEOPLE.. Il est des moments où il faut choisir entre vivre sa propre vie pleinement, entièrement, complètement, ou traîner l'existence dégradante, creuse et fausse que le monde, dans son hypocrisie, nous impose.
DONNA........GIOIA
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Ho lasciato che il vento della paura mi possedesse... Come foglia morta ho permesso al tempo di schiacciarmi al suolo... Una volta e per sempre ho provato a guardare su in alto, e mi sono innamorata del cielo... Ho aperto le braccia ad una nuova vita, dove ogni emozione bella è una festa da dividere in quattro... Stringo forte tra le mani ogni attimo che mi scivola addosso, lo imprimo nella mente come se fossi nata da poco... E ogni giorno è un Grazie in più per Chi, dall'alto, mi ha concesso una seconda chance...
GIOIA................

"Se ci fosse un uomo che osasse dire tutto quello che ha pensato di questo mondo, non gli resterebbe un piede quadrato di terreno su cui stare in piedi. Quando un uomo si fa avanti, il mondo gli crolla addosso e gli rompe la schiena. Ma ne restano in piedi sempre troppe, di colonne, troppa umanità purulenta perché fiorisca l’uomo. La sovrastruttura è una menzogna e le fondamenta sono una paura trepidante.
Se a intervalli di secolo compare un uomo con uno sguardo disperato, affamato, nell’occhio, un uomo capace di rovesciare il mondo per creare una razza nuova, l’amore che egli porta al mondo si muta in bile ed egli diviene un flagello.
Se a volte incontriamo pagine esplosive, pagine che feriscono e bruciano, che strappano gemiti e lacrime e bestemmie, sappiate che son pagine di un uomo alle corde, un uomo a cui non resta altra difesa che le parole e le parole sono sempre più forti della menzogna, peso schiacciante del mondo, più forte di tutte le ruote e i cavalletti che i vili inventano per infrangere il miracolo della personalità.
Se un uomo mai osasse tradurre tutto quel che ha nel cuore, mettere giù quella che è la sua vera esperienza, quel che è veramente verità, io credo allora che il mondo andrebbe infranto, che si sfascerebbe in frantumi, e né dio, né accidente, né volontà potrebbe mai radunare i pezzi, gli atomi, gli elementi indistruttibili che componevano il mondo."
lunedì 14 giugno 2010
FATA...............GIOIA

Fate del vento :
Sono rappresentate come "creature alate" che spesso prendono le sembianze di splendide
farfalle o di coloratissimi uccelli
Sylphs
Sono conosciute anche come Spose del Vento. Bellissime, hanno il potere di trasformarsi da leggiadre fanciulle in terribili arpie.
Parlano la lingua degli uccelli e la loro residenza tipica è sulla cima delle montagne.
Si arrabbiano, almeno quattro volte l’anno, all'inizio delle quattro stagioni, si scatenano in sfrenate corse, facendo roteare l'aria in pericolosi mulinelli.
Comeles Sono le responsabili di fenomeni atmosferici come nebbia e foschia.
Comeles
Sono le responsabili di fenomeni atmosferici come nebbia e foschia.
Una volta l'anno, in autunno, escono dalle loro grotte per celebrare "La sera del Destino", rito durante il quale si dice giocassero con il destino e la ragione degli uomini
Fate dell' acqua
L'acqua è elemento di rigenerazione e purificazione, e molti miti la vedono come protagonista dell'origine della vita.
Ecco alcune delle fate più conosciute che abitano le rive di laghi, ruscelli o terrenti dalle acque pure:
Ninfe
Sono giovani fanciulle che filano e tessono sulle rive dei torrentii, ma amano anche danzare, cantare e nuotare nei limpidi laghetti alpini e nei torrenti.
Le Ninfe emergono dall'acqua solo quando nessuno può vederle ma quando decidono di attirare a se qualche umano piacente, cantando soavemente trascinano nell'acqua chiunque vi ponga piede.
Creature sensualissime alle quali è praticamente impossibile resistere. Se i catturati sono giovani e belli sono portati in meravigliosi castelli di corallo e di madreperla dove gli uomini felici non desiderano più andar via.
Se però i giovani tornano nel mondo dei comuni mortali, non di rado muoiono presto poiché chi ha avuto la fortuna di guardare gli occhi di una Ninfa non può più vivere lontano da quello sguardo.
Nereidi
Le nereidi, ninfe del mar Mediterraneo, erano le cinquanta avvenenti figlie di Nereo, vecchissimo dio marino, e della sua sposa, Doride. Vivevano nelle profondità marine, ma spesso salivano in superficie per aiutare marinai e viaggiatori, cavalcando delfini e altri animali marini.
Le più famose erano Teti, madre dell'eroe greco Achille, Galatea, amata dal ciclope Polifemo, e Anfitrite, sposa del dio del mare Poseidone, accanto al quale è spesso raffigurata nei gruppi scultorei, su un cocchio trainato da tritoni. Altre ninfe delle acque erano le oceanine, figlie di Oceano, il grande fiume che scorre attorno alla Terra. Ninfa marina era Calipso, l'amante di Ulisse di cui canta Omero, che trattenne per sette anni l'eroe presso di sé e che lo liberò solo perché costretta da un ordine di Zeus, ma si lasciò morire di dolore per la sua partenza.
Naiadi
Erano dette naiadi le ninfe delle sorgenti, dei fiumi e dei laghi. Dotate di facoltà guaritrici e profetiche, erano considerate le nutrici della vegetazione e del bestiame, ed erano assai care a Pan e a Dioniso.
Esperidi
Le tre esperidi ovvero Egle, Aretusa e Ipertusa, figlie del titano Atlante o d’Espero, la stella della sera erano Ninfe.
Con l’aiuto di un drago, custodivano un albero dalle mele d'oro, che la dea Era aveva ricevuto in dono da Gea, la madre Terra.
Camene
Nella mitologia romana le ninfe delle acque, talvolta identificate con le Muse, erano dette camene. Esse possedevano il dono della profezia.
Ondine
Creature simili alle Ninfe, vivono sperdute in mari ed Oceani, e nei più isolati laghetti di montagna, o in piccoli rii.
Appaiono di solito agli uomini alle prime luci dell'alba o alle tarde ore del tramonto, sotto forma di sirene, oppure assumono l'aspetto di bianca spuma.
Silfidi
Queste fate conoscono il futuro e il passato, ma non il presente. Si nutrono di rugiada e miele e traggono forza dalla luce dell'Aurora. Si racconta fosse loro potere far annegare nell'acqua i viandanti scortesi.
Vivono per lo più nascoste nei cespugli di rose bianche, amano cantare dolcissime nenie.
Pelne
Sono rappresentate come creature dell'acqua trasformate da un sortilegio in verdi colombe che e non si allontanano mai dai rivi ai quali appartenevano.
Se inseguite raggiungono le prime rocce e si tramutano in giovani e bellissime donne dalla voce melodiosa e dallo sguardo luminoso ed affascinante.
Quando sono nella forma di giovin fanciulla volentieri rivolgon la parola agli uomini dispensando consigli.
Fate del fuoco:
Il fuoco viene spesso associato a fenomeni fatati.
Durante i riti magici, nei equinozi e nei solstizi venivano accesi dei focolari nei boschi e si ballava intorno al fuoco.
Queste fate dimorano tra le fiamme di un fuoco o tra le scintille dei lampi.
Se mai ti dovessi trovare a tu per tu con una di loro ricordati di trattarla bene e mostrargli gratitudine, esse sono mutevoli di natura e qualora dovessero sentirsi offese possono diventare terribilmente ostili.
Le più conosciute sono:
Fiammelle
Si presentano come sfere di fuoco e posson di mutare le proprie dimensioni. Fra tutte le Fate sono le più forti
Grazie a loro ed alla loro forza il fuoco può esistere.
Salamandre
Vengono descritte come creature agili e snelle, che abitano in prossimità dei vulcani ancora attivi hanno l'aspetto di lingue di fuoco o di sfere luminose vaganti nell'aria.
Fate della terra
Rappresentano la forza e la natura, risiedono tra rocce e caverne o nei meandri della terra.
Il compito è di mantenere integra la struttura fisica del terreno.
Si narra che amino donare pietre preziose a colore che meritano.
Lusuri
Le piccole luci colorate, a volte simili a lucciole erano chiamate Lusuri, e si narra fossero delle entità fatate che andassero a visitare quegli umani che, per qualche motivo, erano ritenuti interessanti, persone buffe o goffe umili e simpatiche alle quali poi donavano gioia e fortuna
Driadi e Amadriadi
Queste fate vengono chiamate le fate degli alberi perchè esse vivono solo vicino al loro albero. Secondo antiche leggende, ogni driade nasceva insieme ad un albero da custodire e viveva nell'albero stesso (nel qual caso era detta amadriade ).
Sono entità molto timide che non si allontanano mai dal loro albero, se non per pochi passi.
Se il loro albero dovesse morire le Driadi ne seguono il destino mentre le Amadriadi possono allontanarsi.
Quando noi passeggiamo nei boschi spesso veniamo spiati da queste fatate creature che se sorprese fuggono lasciando ai nostri piedi una ghianda o un sasso dalla strana forma in regalo e come portafortuna.
GIOIA.....................IO

Basta poco a volte per scendere.
Salire invece costa sempre molta fatica in più. Passo dopo passo, è più facile comprenderlo il lavoro ma solamente dopo averlo fatto, dopo essere arrivati in fondo.
Non ci sono lettere minuscole per me adesso o forse lo sono tutte, indistintamente. Adesso che finalmente le guardo riesco anche a vederle senza troppa fatica: una dopo l’altra si tengono per mano, come se volessero stringersi a qualcosa di diverso dal solito.
Le conosco ormai, so che nonostante tutto tra poco si fermeranno ad aspettarmi e prenderanno da me ciò che viene, proprio come se fossero loro a volerlo, come se lo avessero sempre voluto, in una maniera dolce e travolgente al tempo stesso.
Posso accontentarmi, ma posso al contrario anche non farlo. Chi può impedirmelo?
Claire de lune - Debussy (pianoforte)
Vivi la vita attimo per attimo,
La vittoria piu’grande
e' quella di dimostrare alle persone che ci hanno fatto soffrire,
che non abbiamo bisogno di loro per essere felici!
La vera solitudine non sta nell'essere soli,
ma nella paura che abbiamo di rimanerlo.
Ho paura, poiché è notte, che sia un sogno solamente;
troppo seducente e dolce per avere sostanza...
La vita è come un’autostrada, non finisce mai, ma ci si resta sempre vittima.
L'amicizia dà l'idea del duraturo,
l'amore quella dell'eterno
e l'egoismo è quello che sopravvive all'uno e all'altro.
Delle donne non vince quella che corre dietro...
né quella che scappa..
vince invece quella che aspetta
non c'è mai un perchè a un ricordo.
Arriva all'improvviso , così, senza chiedere permesso.
E non sai mai quando se ne andrà.
L'unica cosa che sai è che purtroppo tornerà di nuovo.
Ma di solito sono attimi.
E ormai so come fare.
Basta non fermarsi troppo.
Appena arriva quel ricordo , me ne allontano velocemente
La vittoria piu’grande
e' quella di dimostrare alle persone che ci hanno fatto soffrire,
che non abbiamo bisogno di loro per essere felici!
La vera solitudine non sta nell'essere soli,
ma nella paura che abbiamo di rimanerlo.
Ho paura, poiché è notte, che sia un sogno solamente;
troppo seducente e dolce per avere sostanza...
La vita è come un’autostrada, non finisce mai, ma ci si resta sempre vittima.
L'amicizia dà l'idea del duraturo,
l'amore quella dell'eterno
e l'egoismo è quello che sopravvive all'uno e all'altro.
Delle donne non vince quella che corre dietro...
né quella che scappa..
vince invece quella che aspetta
non c'è mai un perchè a un ricordo.
Arriva all'improvviso , così, senza chiedere permesso.
E non sai mai quando se ne andrà.
L'unica cosa che sai è che purtroppo tornerà di nuovo.
Ma di solito sono attimi.
E ormai so come fare.
Basta non fermarsi troppo.
Appena arriva quel ricordo , me ne allontano velocemente
VORREI.......................GIOIA
Vorrei essere perfetta,ma la perfezione non esiste Vorrei essere perfetta per l'Amore,ma non è facile amare Quando ami
devi sentire e capire i tempi giusti ,devi essere presente e distante....
Non devi mostrare ciò che vorresti,perchè non sempre è possibile
avere Vorresti mille parole tutte per te, anche quando il silenzio ti avvolge
Vorresti essere quella rifinitura "speciale"della Vita L'Amore è...
Sofferenza e passione prima e dopoL'Amore è...
La strada del Purgatorio La sola consolazione che abbiamo èsapere che
dopo aver percorso questa strada troveremo il Paradiso......E allora...
Vorrei essere il "Paradiso"
VOGLIO...GIOIA

lei voleva un amore, voleva l’amore!!!! Voleva braccia forti a stringerla, e mani
fra i capelli ad accarezzarla. lei voleva labbra morbide sulle sue, e un soffio di voce a dirle t’amo in un orecchio. Ma Nimue non era una donna, era una strega e come tale poteva ricorrere a mille espedienti per avere ciò che desiderava, poteva avere tutto con la sua magia, tranne l'Amore. Con i suoi occhi di giada incantava chiunque la guardasse anche un solo istante e per questo gli esseri umani ne fuggivano la vista se per sfortuna se la trovavano davanti. Accadeva sovente che lei si aggirasse tranquilla fra la gente del villaggio, che sorgeva non lontano dal limitare del bosco dove si trovava la sua casa. Non la temevano, sapevano che non era una strega comune. lei ripudiava il suo rango di nascita e riteneva utili le sue doti soltanto in favore del perdurare della siccità, di pioggie devastanti, di eventi imprevisti e malaugurati che potessero creare grave scompiglio alla vita del villaggio e in quelle occasioni nelle quali sentiva la necessità di un po’ d’amore, di quell’amore che pareva negato alle streghe. lei regalava la certezza di una vita tranquilla e gli abitanti del villaggio regalavano a lei l’illusione di essere una donna come le altre. Un giorno lei si svegliò con la sensazione che qualcosa sarebbe accaduto. Si sentiva molto più sola di sempre e decise allora che era il tempo di usare il suo DOLCE VELENO. Essere una strega, in fondo, aveva qualche volta anche un risvolto utile. La catenina che portava al collo scendeva fra i suoi seni nascondendo una piccolissima chiave. Si tolse la catenina e strinse nel suo pugno la chiave, che per lei rappresentava la possibilità di essere amata anche se per qualche ora soltanto. La chiave apriva uno scrigno dorato che stava in bella vista sulla credenza. Dovete sapere che la casa di lei non era affatto un antro buio e umido, infestato da bestiacce e maleodorante di fumanti pentoloni; lei aveva fiori alle finestre di una piccola casa linda e piena di luce. Con la preziosa chiave apri lo scrigno e sollevò delicatamente la boccetta contenuta al suo interno; il liquido viola ondeggiò sul vetro grosso e mille bagliori si diffusero all’interno come un'alba maestosa in un cielo senza nubi: il dolce veleno di lei attendeva il suo compito ... Il dolce veleno avrebbe fatto innamorare un uomo anche se per una notte soltanto. lei non sapeva chi l'avrebbe bevuto e non le importava poi molto. Sapeva che avrebbe avuto effetto per poche ore solamente e poi tutto sarebbe stato dimenticato, come fosse stato semplicemente uno strano sogno. Mentre si accingeva a scendere al villaggio, per mettere in atto il suo proposito, vide dalla finestra un forestiero a cavallo salire lungo il sentiero che, passando vicino alla sua casa, portava al bosco. "Dove vai?" chiese uscendo di corsa. " A caccia" disse l’uomo guardandola sorpreso. lei sentì una lama sottile e tagliente attraversarle il cuore quando lui la guardò e seppe che a lui soltanto avrebbe fatto bere il suo dolce veleno, anche se non conosceva il motivo di questa decisione. L'uomo avvertì uno strano tremore alle membra nel medesimo istante, scese da cavallo e lei lo invitò a ristorarsi un attimo prima di proseguire. Lo fece accomodare in casa e mentre lui si guardava intorno lei fece cadere qualche goccia di liquido magico nel bicchiere, colmo di delizioso vino rosso, che poi gli porse con un sorriso. In quell’istante lui capì che quegli occhi erano stregati e si rammentò di quanto aveva sentito dire al villaggio che aveva appena attraversato, riguardo alla strega che viveva al margine del bosco; come rapito da questi pensieri avvicinò il bicchiere alla bocca e tutto accadde in attimo: la sua mano si aprì come se le forze lo abbandonassero; il bicchiere cadde a terra e si ruppe, il vino si versò sul pavimento e mille bagliori di luce si accesero e si spensero in un istante. Non disse una parola, sorrise soltanto, un sorriso dolcissimo e intriso del desiderio di guardare ancora quegli occhi di giada mentre lei lo osservava sorpresa: la sua ombra era strana, la sua ombra non si muoveva di riflesso al padrone, la sua ombra viveva di gesti diversi, la sua ombra aveva una vita propria che si stava mostrando a chi possedeva la magia per vederla. "Vieni qui" diceva l'ombra facendo un cenno con la mano. E tutto le fu chiaro: era il PREDESTINATO. Ne aveva letto spesso sul LIBRO DEL TEMPO ma non aveva creduto alla possibilità di incontrarlo. Si rese conto che tutto era accaduto perché così era scritto e se avesse bevuto anche una goccia soltanto di dolce veleno sarebbe spirato all’istante perchè così diceva il libro e non era stata dunque la goffaggine a rovesciare il bicchiere ma il destino, quel destino che regalava a lei l’unico amore possibile per una strega, l’unico amore vero, l’unico a non avere bisogno di alcun dolce veleno per essere vissuto. Gli sguardi si incatenarono e le mani si intrecciarono; mille bagliori di luce si accesero e non si spenserò più e Nimue scoprì il sapore di un vero bacio, dell’unico vero magico dolce veleno....
♥ღღ Calore ♥ღღ - Emma Marrone ( tango con Banderas )
Amarsi per sempre credo sia il desiderio di molte donne e penso anche della maggior parte degli uomini... Vivere una vita insieme alla persona amata non credo sia una condanna, come spesso i comici ironizzano, ma una grande fortuna, soprattutto se si crede nell'amore e nella completezza della relazione con la persona alla quale si è espresso il proprio amore. E' vero che il trascorrere degli anni modifica gli individui e spesso un amore giovanile che si pensava grande ed eterno, si rivela, col passare del tempo, opaco e meno intenso... E' anche vero che avvengono nella nostra esistenza situazioni che non pensavamo potessero coinvolgerci o vicende cercate e affrontate con leggerezza senza pensare alle possibili conseguenze, ma, quando il nostro amore è grande e soprattutto quando lo si aiuta a crescere, quando lo si cura con passione nei momenti di debolezza, esso può diventare l'amore per sempre, un sentimento che penetra in ogni fibra del nostro corpo e che diventa un tuttuno con noi ..siamo così di fronte al vero amore e non ad una semplice espressione del bene.. un sentimento che nessuna avversità potrà scalfire...si puo' litigare...stare in silenzio ..non parlarsi ..ignorarsi x giorni ..mesi..ma alla fine non possiamo farne a meno...noi per sempre...
GIOIA....................

L'unico modo per liberarsi da una tentazione è di abbandonarvisi; resistete, e la vostra anima si ammalerà di nostalgia per le cose che si è vietata, di desiderio per ciò che le sue mostruose leggi hanno reso mostruoso e fuori legge".
Così dice una massima di Oscar Wilde a proposito della tentazione.
Sin dalla notte dei tempi, dopo la seduzione di Eva da parte del serpente - e poi quella di Adamo da parte di Eva - l'uomo è soggetto alle tentazioni. Nei secoli, la figura della donna è stata letteralmente demonizzata dal cattolicesimo, giudicata strumento diabolico per far cadere l'uomo nella trappola del desiderio carnale.
E per voi, cos'è la tentazione?
Non ci interessa come resistere. Ci interessa conoscere quel brivido violento, la sensazione che sempre si avverte poco prima di cedere.
Si può essere tentati da un dolce o da una bella donna ai bordi della strada. O si può tentare. Per un mero guadagno o per puro piacere.
La tentazione, quindi, è tutto ciò che non si dovrebbe fare, perlopiù.
E che invece si fa. Perché siamo deboli, forse. Incoscienti, pazzi, senza riguardi per regole o morali.
O forse perché, in fin dei conti, non siamo poi così dannatamente stupidi da lasciarci sfuggire affascinanti occasioni
TEMPO........................GIOIA
Quando l'amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.
Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.
L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore.
Quando amate non dovreste dire: "Ho Dio nel cuore", ma piuttosto, "Io sono nel cuore di Dio".
E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.
L'amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore;
Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra.
GIBRAN
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.
Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.
L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore.
Quando amate non dovreste dire: "Ho Dio nel cuore", ma piuttosto, "Io sono nel cuore di Dio".
E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.
L'amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore;
Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra.
GIBRAN
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