
Lei
Lei non si era mai sentita se stessa. Non sapeva cosa significasse. Era persa in uno stato di incoscienza che la rendeva schiava.
Non le parole, non i consigli, non i giudizi, riuscivano a risvegliarla.
C'era vita in lei. Tanta da scoppiare. Ma nessuno spiraglio per permetterle di esprimersi.
Lacrime, inutili e banali. Dovute al nulla, ma copiose e prepotenti.
Poi più nulla. Nulla. Nemmeno le parole bastarono più.. Divennero ripetitive e scontate. E lei le odiò come sentiva di odiare molto altro.
Bugie, erano il suo pane. Bugie per sopravvivere, per non uccidere. Rabbia, sopita ma presente, ad avvelenarle l'appetito.
TO BE CONTINUED
Come un mosaico
di bugie
Piccole, così non le vedi..O meglio, le vedi e non le vedi.
Se ne stanno lì come tanti piccoli pezzi di un'immagine che in realtà, non esisterebbe
se solo avessimo la capacità di capirlo.
Solo piccoli trucchi, viscidi, sgusciano via sotto le mani
così non li vedi, così non li senti.
Sono negli occhi, nelle mani, nel respiro, nei capelli, sulla pelle...
Solo un pugno.CRASH!!!!!
Fa male eh? Non tanto per la botta, ma per quello che viene dopo.
Assurdo
Se fossero solo i vaneggiamenti di un folle,
verrebbero maggiormente tenuti in considerazione.
Meno male...che non sono pazza.
C'è una porta in fondo ad una stanza buia. Ha delle tende bianche davanti. Entra una bella luce, forte nella sua immobilià.
Una donna, ha un vestito leggerlo..ricorda quella tenda che se ne sta lì, pigra, ad attendere che qualcuno la metta in pensione
e permetta alla luce di entrare nella stanza. C'è fresco, nella stanza...ci sono le mattonelle gelide sotto i piccoli piedi bianchi di una
bambina che odora ancora di letto caldo e sonno.
Le tende si aprono. Una voce amica, grande, saggia, sorride amorevolmente.
Odori... Latte, caffè, tempo, biscotti, fiori, pane, pomodoro...
Inizia un giorno giovane, un tempo che mai sarebbe passato, si snoda sotto i piccoli, incerti passi, di chi si affaccia alla vita
con quell'agghiacciante speranza che è propria di ogni bambino.
Ed a sera, più fredda l'aria, più caldo il cuore in quel tempo senza orologi.
Piccolo tavolo, piccole gioie, piccoli gesti... eppure, riempiono l'immensità di ognuno di quei cuori la cui età, non era importante.
Mani amiche, abbracciano la bambina e la stringono in una morsa di sicurezza da cui non potrà scappare.
La nebbia confonde quel mondo e lo rende una macchia bianca in un mare incolore.
Poi sopraggiunge il fuoco. Purifica, devasta, quel gioco di ogni giorno. Brucia gli odori, li incastra nel suo.
E poi vento, spazza via ogni piccola emozione. La rannicchia in un pozzo di memorie perdute.
Limpida, acqua, pone fine allo scempio. Ma il color catrame di cui si compone, non lascia spazio a nulla che non sia se stesso.
Meglio dimenticare...meglio chiudere quella porta.Chiudere le tende.Non aprirla mai più.
" Non ce l'hai la forza...Non lo saprai fare....mai