lunedì 14 giugno 2010

VOGLIO...GIOIA


lei voleva un amore, voleva l’amore!!!! Voleva braccia forti a stringerla, e mani

fra i capelli ad accarezzarla. lei voleva labbra morbide sulle sue, e un soffio di voce a dirle t’amo in un orecchio. Ma Nimue non era una donna, era una strega e come tale poteva ricorrere a mille espedienti per avere ciò che desiderava, poteva avere tutto con la sua magia, tranne l'Amore. Con i suoi occhi di giada incantava chiunque la guardasse anche un solo istante e per questo gli esseri umani ne fuggivano la vista se per sfortuna se la trovavano davanti. Accadeva sovente che lei si aggirasse tranquilla fra la gente del villaggio, che sorgeva non lontano dal limitare del bosco dove si trovava la sua casa. Non la temevano, sapevano che non era una strega comune. lei ripudiava il suo rango di nascita e riteneva utili le sue doti soltanto in favore del perdurare della siccità, di pioggie devastanti, di eventi imprevisti e malaugurati che potessero creare grave scompiglio alla vita del villaggio e in quelle occasioni nelle quali sentiva la necessità di un po’ d’amore, di quell’amore che pareva negato alle streghe. lei regalava la certezza di una vita tranquilla e gli abitanti del villaggio regalavano a lei l’illusione di essere una donna come le altre. Un giorno lei si svegliò con la sensazione che qualcosa sarebbe accaduto. Si sentiva molto più sola di sempre e decise allora che era il tempo di usare il suo DOLCE VELENO. Essere una strega, in fondo, aveva qualche volta anche un risvolto utile. La catenina che portava al collo scendeva fra i suoi seni nascondendo una piccolissima chiave. Si tolse la catenina e strinse nel suo pugno la chiave, che per lei rappresentava la possibilità di essere amata anche se per qualche ora soltanto. La chiave apriva uno scrigno dorato che stava in bella vista sulla credenza. Dovete sapere che la casa di lei non era affatto un antro buio e umido, infestato da bestiacce e maleodorante di fumanti pentoloni; lei aveva fiori alle finestre di una piccola casa linda e piena di luce. Con la preziosa chiave apri lo scrigno e sollevò delicatamente la boccetta contenuta al suo interno; il liquido viola ondeggiò sul vetro grosso e mille bagliori si diffusero all’interno come un'alba maestosa in un cielo senza nubi: il dolce veleno di lei attendeva il suo compito ... Il dolce veleno avrebbe fatto innamorare un uomo anche se per una notte soltanto. lei non sapeva chi l'avrebbe bevuto e non le importava poi molto. Sapeva che avrebbe avuto effetto per poche ore solamente e poi tutto sarebbe stato dimenticato, come fosse stato semplicemente uno strano sogno. Mentre si accingeva a scendere al villaggio, per mettere in atto il suo proposito, vide dalla finestra un forestiero a cavallo salire lungo il sentiero che, passando vicino alla sua casa, portava al bosco. "Dove vai?" chiese uscendo di corsa. " A caccia" disse l’uomo guardandola sorpreso. lei sentì una lama sottile e tagliente attraversarle il cuore quando lui la guardò e seppe che a lui soltanto avrebbe fatto bere il suo dolce veleno, anche se non conosceva il motivo di questa decisione. L'uomo avvertì uno strano tremore alle membra nel medesimo istante, scese da cavallo e lei lo invitò a ristorarsi un attimo prima di proseguire. Lo fece accomodare in casa e mentre lui si guardava intorno lei fece cadere qualche goccia di liquido magico nel bicchiere, colmo di delizioso vino rosso, che poi gli porse con un sorriso. In quell’istante lui capì che quegli occhi erano stregati e si rammentò di quanto aveva sentito dire al villaggio che aveva appena attraversato, riguardo alla strega che viveva al margine del bosco; come rapito da questi pensieri avvicinò il bicchiere alla bocca e tutto accadde in attimo: la sua mano si aprì come se le forze lo abbandonassero; il bicchiere cadde a terra e si ruppe, il vino si versò sul pavimento e mille bagliori di luce si accesero e si spensero in un istante. Non disse una parola, sorrise soltanto, un sorriso dolcissimo e intriso del desiderio di guardare ancora quegli occhi di giada mentre lei lo osservava sorpresa: la sua ombra era strana, la sua ombra non si muoveva di riflesso al padrone, la sua ombra viveva di gesti diversi, la sua ombra aveva una vita propria che si stava mostrando a chi possedeva la magia per vederla. "Vieni qui" diceva l'ombra facendo un cenno con la mano. E tutto le fu chiaro: era il PREDESTINATO. Ne aveva letto spesso sul LIBRO DEL TEMPO ma non aveva creduto alla possibilità di incontrarlo. Si rese conto che tutto era accaduto perché così era scritto e se avesse bevuto anche una goccia soltanto di dolce veleno sarebbe spirato all’istante perchè così diceva il libro e non era stata dunque la goffaggine a rovesciare il bicchiere ma il destino, quel destino che regalava a lei l’unico amore possibile per una strega, l’unico amore vero, l’unico a non avere bisogno di alcun dolce veleno per essere vissuto. Gli sguardi si incatenarono e le mani si intrecciarono; mille bagliori di luce si accesero e non si spenserò più e Nimue scoprì il sapore di un vero bacio, dell’unico vero magico dolce veleno....

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senza tempo...........

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