
In un tempo che non fu, in quanto esso è perennemente l'essere, che sfugge spesso alla nostra miope percezione che distratta, inquinata, dal nostro comune vivere ci rende avidi ci fa passare dal bianco al nero e viceversa senza mezzi termini. Come lupi famelici che in branco affamato si lanciano sulla preda e con fredda determinazione ne pregiudicano il destino. Angeli bianchi, angeli neri, difficili identificarli ma sono angeli, maestri dell'oblio passione, e la venerazione dell'anima è il loro ardore. L'angelo bianco è l'immenso non ha riserve, è lì come la luce che lo irradia ha sempre la stessa intensità. Non si lascia adepta, non ti tradisce mai, tu solo puoi farlo, cade e ricade per amore e per dedizione ma, mai egli potrà vestirsi di nero all'improvviso, incrociarlo è ciò che l'inconscio ci spinge continuamente e strenuamente a codificarlo per tale al punto che abbagliandoci gli occhi dell'anima confondiamo il nero angelo con il bianco angelo sol perché hanno lo stesso sapore, uguali melodie suonano le loro dolci parole, uguali il battito delle loro ali, sono angeli. Quello nero ama se stesso più di ogni altra cosa, egli aggrada finché ciò che ti aggrada è poesia del suo imperfetto essere, sa amare con oblio quanto suo fratello bianco, ma per appagar solo il suo avido bisogno di essere amato, e mai si farà carico nel perseguirlo e nel raccoglierne il frutto. Sempre pronto a spiccare il volo ma solo lui lo sa . Ma l'angelo bianco è potente e maestoso si fa vittima inconsapevole sulla pietra sacrificale dell'amore e dei momenti di magica passione si immola senza falsi pudori e false conseguenze liete ne raccolgono i frutti sa che ora e solo ora vedrà tingersi di nero o di bianco quelle ali che sentono ormai sue, ma la verità è adesso. Ora saprà sì, quelle ali sono nere; dei due angeli l'uno si dissolve scappando da se stesso, l'altro con fierezza e gocce di cristalline lacrime ritrae quel frutto che pur candido del suo magico momento sarà la forza e la certezza che forse quelle ali nere possano man mano tingersi dai toni più sfocati a quelli più accesi di un bianco avvolgente che possa trasformare un angelo nero in uno bianco. Quindi noi branco di famelici lupi, abbandoniamo l'istinto e quella determinazione che non lasciano scampo alla preda che presa dal panico e dal terrore non saprà mai correggere quel fatale attimo di debolezza o presunzione invitiamolo ad abbandonare la fitta buia boscaglia e dirigersi verso quel prato verde è fiorito che ben conosce e dove il tepore e la luce possano sbiadirgli gradatamente quel nero profondo in uno sgargiante bianco, affinché quell'angelo bianco possa risentirsi se stesso perché tale era e tale è.
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senza tempo...........
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