
vuoi essere….
Schiavo della mia voce suadente
dei miei occhi ammalianti
delle mie labbra cocenti
dei miei movimenti lenti
dei miei seni prorompenti
della mia passione ardente?
Sai che c’è? che oggi ti senti a pezzi, e domani pure, c’è che la vita ti tiene stretta la gola e non ti fa respirare, c’è che tutti i tuo...
alla fine era partita .... aveva trovato il coraggio per non tornare indietro
RispondiEliminama a cosa era servito? Guardava le stelle, ma, insieme a lui , vicino al suo mare ,sarebbero state più eccitanti da guardare .
Le tornò in mente quell'abbraccio
ed il bacio ... era scappata gridandogli che era allergica a certi baci ....
ma sentiva che non era stata credibile ..... lui aveva cercato di baciarla ancora .....
se era fuggita
era solo perchè sapeva che non avrebbe resistito
Sconosciuta anima di musica e terra severa. Accostati fino a sfiorarmi. Le fronti ad unirsi. I tuoi occhi come specchio. Lasciami guardare in te mentre una mano accarezza il tuo corpo. Vuoi essere la mia ispirazione? Io chiedo molto. Ho levigato tutti i miei sogni e desideri a furia di accarezzarli nelle notti. Come pietre di mare. incessante risacca tra necessità e accettazione. Ciò di cui ho bisogno ora è, quantomeno, di un frammento di vita nuova con cui incidermi la pelle. Quanto sei disposta a rischiare? La mia indulgenza è finita da parecchio tempo. Anche il perdono è finito. Mi restano dolcezza e severità in egual misura. Le vie di mezzo sono tutte chiuse per lavori in corso. Sei disposta a darmi tutto ciò che sei? Anche ciò che non sai di essere? Anche ciò che sarai? Sei disposta a non pormi alcun limite? Sei pronta all'idea di una totalità che smarrisce? Dimostramelo. Una. Cento. Mille volte in un giorno solo. Capisci cosa ti chiederò? Se mi dirai di si dovrà esserlo sempre. Vuoi essere la mia regina? La mia amica? La mia cagna? La mia puttana? La mia compagna? La mia nemica? La mia amante? La mia serva? La mia alleata? La mia schiava? La mia ispirazione? La mia musica? I miei colori? Il mio piacere? Il mio desiderio? Così sarebbe la formula di un matrimonio celebrato senza testimoni. Alla luce di una luna accesa per metà. Nel tempo innumerevoli infiltrazioni hanno creato un paesaggio di caverna. Formazioni calcaree di sentimenti ed esigenze. Come stalattiti e stalagmiti in una selva in cui gli opposti si confondono. Sappi, prima di dirmi di si, che ti chiederei. Ti chiederei. Ti chiederei. E che non accetto più i dinieghi. Sappi che ogni giorno vorrei una prova. Cento. Mille prove. Potrebbe bastarmi uno sguardo. A volte gli sguardi raccontano in una frazione di secondo interi mondi. ma potrei chiedere altro. Potrei chiederti di inciderti il mio nome sulla pelle. Potrei chiederti la tua follia come pegno. Potrei chiederti l'odore del tuo corpo e la ruggine dei tuoi automatismi di difesa. Potrei chiederti la polvere delle tue ali da farfalla per vestirmi. In ogni caso ti chiederei di essere te stessa. Per me.
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