
Chiarore perduto, Tormentato da sogni irrequieti Affoga pazienza e ragione. Le annega senza emozione alcuna. Dolcezza, rinnegata, mutilata Da falci e grano, come rasoio dorato. A che serve? A quale scopo, permetterselo? Ci saranno altri vuoti. Altri salti in un buio Di cui ormai conosci il terrore Che ogni notte, alla ricerca disperata del sonno amico, senti penetrarti fino allanima sol per renderla ancor di più ciò che già è. Allinizio fu inquietudine. Ti permise, quel nome, di rifugiarti dietro una scusa comune e quanto le avevi odiate, prima! Poi, flagello. Fu la purificazione, forse, oggetto del tuo desiderio assetato di una pace che non concepivi ancora. Ora Ora sono io, a chiedere alla Notte Cosa sarà. Mi concedo addirittura Rimane Una forse Sciocca Preghiera
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senza tempo...........
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